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AsTro: “Il Preu al 60% non fa crollare solo l’awp, anche l’Erario ‘perde’ molto”

In: Associazioni, Fisco

30 settembre 2015 - 12:08


soldi

(Jamma) – “Nelle dichiarazioni con le quali il rappresentante del Governo ha negato la paternità del “progetto” di incrementare la fiscalità sulle AWP per 800 milioni, troviamo la puntuale smentita ad alcuni “calcoli tecnici” volti a suggerire il “cambio” delle modalità di calcolo del PREU dall’attuale 13% del COIN IN (ovvero il 50% del margine lordo), ad un futuro 60% del cassetto (il c.d. margine lordo).

 

Da ciò deriva un sollievo in quanto ogni inasprimento della pressione fiscale sugli apparecchi è destinato inevitabilmente a produrre effetti devastanti per la tenuta industriale (e quindi erariale) del comparto. Se è vero, ed è vero, che anche l’attuale imposizione si è già rivelata troppo gravosa per sostenere la legge di stabilità 2014 per 2015, risulta evidente che qualsiasi maggiore aspettativa erariale non può che essere perseguita se non aumentando il “bacino di residualità tra COIN IN e COIN OUT” (ovvero abbassamento del pay out).

 

In parole povere, già adesso l’attuale marginalità non ha retto alla riduzione dei ricavi a cui la filiera doveva essere sottoposta, e poco importa se una “diversa” formulazione della Legge ovvero l’adozione della proposta AS.TRO avrebbe consentito la sostenibilità della manovra per l’anno 2015. Qualsiasi “applicazione di buon senso e virtuosità” avrebbe comunque comportato una sofferenza tale da non poter essere “bissata” per un altro anno.

 

Andiamo nel dettaglio:

Dettaglio

 

Il vero calcolo che i tecnici Erariali debbono evidenziare, pertanto, non è di 363.000 awp * 10.200 euro di probabile incasso Preu (= 3,7 miliardi di euro), bensì: a) estrapolare il numero delle AWP che performano una raccolta pari o inferiore a 180 euro/giorno (c.a. 50% di 363.000), considerandole già “perse”, in quanto incapaci di protrarre il proprio esercizio in perdita. b) estrapolare il numero delle AWP che performano una raccolta pari o superiore ai 300 euro/giorno (il 30%) e considerarle l’unico bacino PREU che nel 2016 può reggere l’impatto della nuova fiscalità senza sconfinare nella perdita di esercizio. c) abbattere l’aspettativa erariale di 3,7 miliardi, conteggiando il mancato apporto di 150.000 awp (250.000*10.200 = 2,55 miliardi).

 

Con questa simulazione si è fornita la prova inconfutabile che l’apparecchio da gioco lecito non può reggere a nessun aggravio fiscale, mentre la “storia recente” sui 500 milioni ha dimostrato come esista una filiera responsabile che può sopportare una decurtazione di ricavi, se sostenuta da norme chiare che distribuiscano i pesi in proporzione alle redditività specifiche di tutti i soggetti e dei singoli prodotti di gioco pubblico.

 

Tutto il resto genera solo aspettative destinate a infrangersi, e dissesti industriali e erariali”.

 

AsTro

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