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Antiriciclaggio. UIF contesta a Sisal l’omessa segnalazione di operazioni sospette. Rischio sanzione di 630mila euro

In: Fisco

11 agosto 2016 - 15:13


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(Jamma) La mancata segnalazione di 5 operazione potenzialmente sospette in quanto potrebbero essere state, in realtà, utilizzate per riciclare denaro attraverso i servizi offerti da Sisal, potrebbe costare all’operatore di gioco una sanzione di 630.000 euro.

Per il legislatore infatti i concessionari di gioco sono considerati operatori esposti al rischio di riciclaggio di denaro e attività fraudolente da parte di clienti così come potenzialmente a rischio di collusione tra i clienti di gioco online. Così , al fine di rispettare le disposizioni per l’antiriciclaggio previste dal Decreto Legislativo n.231 del 21 novembre, 2007, i concessionari hanno implementato sistemi di controllo interno che monitorano i volumi delle transazioni considerate ‘anomale’ e identificano i dati personali dei clienti. Questi sistemi però in alcuni casi potrebbero non tutelare perfettamente dal rischio di riciclaggio e frode. Nel novembre 2014, l‘Unità di Intelligence Finanziaria della Banca d’Italia ( “UIF”) ha effettuato un controllo presso Sisal Group S.p.A. e Sisal Entertainment per verificare il rispetto delle disposizioni in materia di finanziamento del terrorismo e il riciclaggio di denaro in relazione al periodo 2012-2014. Nel corso della ispezione, durata che ha circa sei mesi, la UIF ha analizzato circa 40.000 transazioni e identificato 17 operazioni come potenzialmente sospette. A seguito del controllo la UIF, nel a maggio 2015, ha avviato un procedimento amministrativo contro le due società per “presunta omessa segnalazione di operazioni sospette” in cinque casi (dei 17 identificati come potenzialmente sospetti). Le società hanno prontamente presentato memorie difensive chiedendo un incontro che non è ancora stato fissato. Ai sensi delle leggi e dei regolamenti vigenti la sanzione applicabile per la mancata segnalazione delle operazioni sospette potrebbe arrivare a 630.000 €.
Ai sensi della normativa vigente
la mancata verifica e comunicazione di potenziali operazioni sospette viene sanzionata con una multa. Azioni perpetrate volontariamente potrebbero invece essere sanzionate penalmente. Qualora gli operatori di gioco non riescano a tutelare le stesse società o i clienti dal riciclaggio di denaro o di frode, oltre ad essere sanzionati potrebbero perdere o vedersi revocata la concessione ( a fronte di gravi violazioni), oltre ad avere maggiore difficoltà nel rinnovare le concessioni.

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