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Tribunale di Benevento: “Anacronistico l’art.88 TULPS”

In: Diritto

26 settembre 2016 - 09:19


ripamontins

(Jamma) – Rese note le motivazioni della Sentenza assolutoria depositata il 9 giugno 2016 dal Tribunale di Benevento nei confronti di operatori collegati ad un bookmaker austriaco, assistiti dall’avv.Marco Ripamonti.

 

Il Tribunale, procedendo alla disamina della normativa e della giurisprudenza, ha affrontato il caso, prendendo atto della duplice discriminazione ai danni della Società Goldbet, affermata quanto al Bando Bersani dalla Corte di Giustizia e dalla Corte di Cassazione, nonchè quanto al Bando Monti da una serie di provvedimenti di riesame, tra cui Tribunale di Roma, ordinanza 3 gennaio 2014, evidenziato dal Tribunale campano. A sostegno di quest’ultimo punto, la documentazione offerta dalla Difesa relativa alla impugnazione del Bando Monti avanzata dal bookmaker austriaco, estesa anche e proprio allo stesso profilo sulla cui base la Corte di Giustizia ha emesso la Sentenza Laezza. Fatto questo, secondo la difesa, idoneo a dimostrare come la Società avesse individuato tra i problemi discriminatori anche l’aspetto concernente la cessione a titolo non oneroso dei beni al termine dei diritti eventualmente acquisiti. Quanto alla intervenuta regolarizzazione della rete, la Difesa ha, altresì, sostenuto come ciò abbia di fatto reso la Società un vero e proprio concessionario anche riguardo a tale comparto e sulla base di ciò il Tribunale ha affermato come nessun pericolo per l’Ordine pubblico possa ritenersi sussistente, anche per via di detta regolarizzazione, anche a fronte di fatto risalente al 2014.

 

In merito alla ricostruzione della normativa e con riferimento alla giurisprudenza in materia, il Tribunale ha affermato come la prescrizione dell’art.88 tulps appaia “quanto mai anacronistica alla luce dei risalenti e consolidati principi di libera circolazione di merci, servizi e capitali, vigenti all’interno del panorama normativo europeo“. Ad avvalorare tale argomento il richiamo da parte del Tribunale al Trattato di Roma del 1957 e alla giurisprudenza della Corte CE, in primis la Sentenza Placanica ed il principio ivi contemplato circa la incompatibilità di ragioni erariali ad impedire la libera esplicazione dei principi di libero stabilimento e libera prestazione dei servizi in un settore dove lo Stato membro persegua, peraltro, una forte politica di espansione dei giochi e delle scommesse. L’avv.Marco Ripamonti ha così commentato: “Una Sentenza importante, resa da un Tribunale di una Regione ad altà densita di raccolta scommesse, che riconosce una duplice discriminazione subita da un operatore europeo, nonchè un percorso dal medesimo svolto con coerenza finalizzato alla tutela dell’Ordine pubblico ed al rispetto delle regole“.

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