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Superenalotto. Tar Veneto, quello tra Sisal e l’esercente è un contratto di diritto privato. La competenza è del Tribunale ordinario

In: Diritto, Superenalotto

30 agosto 2016 - 12:34


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(Jamma) Il contratto tra Sisal s.p.a. e il titolare di una rivendita di generi di monopolio e ricevitoria del lotto per la gestione di Giochi Numerici a Totalizzatore Nazionale deve ritenersi un contratto di diritto privato ”mediante il quale la concessionaria del servizio di raccolta dei giochi numerici affida a soggetti terzi l’uso del terminale da essa installato presso gli esercizi commerciali di quest’ultimi, i quali impiegano esclusivamente le applicazioni predefinite dalla stessa concessionaria, tra cui la lettura delle schede di gioco precompilate dai giocatori, o l’inserimento dei dati relativi a biglietti ferroviari ivi acquistati”.

E’ quanto ha precisato con una sentenza il Tribunale Amministrativo del Veneto respingendo il ricorso di un esercente contro l’atto con il quale Sisal ha risolto il contratto per la gestione del Superenalotto per il fatto di aver trasferito l’attività commerciale senza la prescritta autorizzazione.

Per i giudici “il titolare del punto vendita non assume alcuna pubblica funzione, essendo soltanto abilitato al materiale utilizzo del terminale installato presso la propria attività commerciale, ai soli fini dell’invio di dati e informazioni al sistema informatico centrale della società concessionaria del servizio giochi, la quale reinvia sempre tramite terminale i dati registrati sulle ricevute che vengono poi consegnate ai giocatori”.

“A ben vedere – si legge nella pronuncia – il rapporto concessorio in forza del quale il ricorrente ritiene sussistere la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a., non si rinviene tra il titolare del punto vendita e la concessionaria del servizio nazionale di raccolta dei giochi, bensì tra quest’ultima e l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (oggi Agenzia delle Dogane e dei monopoli), in forza di apposita convenzione di concessione stipulata in data 26 settembre 2009 all’esito della relativa procedura di evidenza pubblica.

Questo sarebbe dimostrato “dal fatto che il petitum sostanziale della controversia non concerne l’esistenza della concessione di servizio pubblico o l’esercizio dei poteri autoritativi ad essa connessi, bensì l’applicazione della clausola risolutiva espressa di cui all’art. 15, lett. a), del contratto stipulato tra Sisal s.p.a. e il ricorrente, del cui corretto utilizzo va quindi investito, quale giudice naturale munito di giurisdizione, il giudice ordinario da individuarsi, in forza dell’art. 20 del citato contratto, nel Tribunale di Milano, innanzi al quale la controversia andrà riassunta nei termini indicati dall’art. 11 c.p.a., fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda”.

Da qui la decisione di dichiarare il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice adito.

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