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Il Tribunale di Taranto assolve esercente che aveva installato un totem

In: Diritto

7 giugno 2016 - 12:15


avvocato scanio
(Jamma) Il Tribunale Penale di TARANTO, con sentenza del 06 giugno 2016, ha assolto con ampia formula un esercente, difeso dall’Avv. Tommaso Scanio (foto) del foro di Termini Imerese, che aveva installato un apparecchio totem presso il proprio locale, con collegamento  con portale di commercio elettronico per i servizi offerti e dotato di giochi promozionali, tramite una regolare e autorizzata manifestazione a premi (con regolare polizza fideiussoria, regolamento e perizia giurata).

Il reato ipotizzato a seguito del sequestro penale, già annullato in sede di riesame, è stato il gioco d’azzardo e la violazione dell’art.4 Legge n.401 del 1989, evidenziato secondo gli inquirenti dalla sola parvenza di una attività di commercio elettronico (in realtà finalizzata a nascondere la reale attività di gioco illecito) e dalla possibilità di vincere tramite inserimento di denaro in monete e banconote nel totem per acquistare con i punteggi conseguiti beni e servizi sul portale.
l difensore l’Avv. Tommaso Scanio del foro di Termini Imerese ha sostenuto che il totem, anche allo stato attuale, non sia di per sè illecito, ma anche alla luce del tenore della più recente Legge di Stabilità e prima ancora del c.d. Decreto Balduzzi lo sia soltanto a fronte di offerta illecita di gioco promozionale e offerta illecita di gioco on line a vincita in denaro. A sostenere le tesi difensive, numerose produzioni tra cui tutta la documentazione della manifestazione a premi e licenza di commercio elettronico Italiana detentrice del servizio e perizia giurata sulle modalità di funzionamento del portale, e numerosi provvedimenti dissequestri giudiziari e controlli effettuati da stessi funzionari dell’Agenzia dei Monopoli in Italia, che hanno potuto verificare la regolarità della manifestazione a premi con i giochi aventi natura promozionale. Altro aspetto rappresentato dalla difesa riguarda l’esclusione della responsabilità penale dell’esercente per mancanza dell’elemento soggettivo del reato. Ove, anche se trattasi di reati contravvenzionale, come da insegnamento della Terza sezione della  Suprema Corte di Cassazione, va analizzato l’elemento psicologico dell’esercente, e laddove sia dimostrato da fattori esterni ( e quale migliore prove che tutta la documentazione autorizzatoria della manifestazione a premi, regolare fatturazione dei servizi resi e regolare contratto di abbonamento) l’assoluta buona fede dell’imputato, questi va assolto per mancanza dell’elemento soggettivo per assoluto errore incolpevole sulla legge penale.
All’esito delle richieste conclusive delle parti il Tribunale ha assolto l’imputato.
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