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Umbria. Giocatori a rischio Gap in linea con dati nazionali. Meno dell’1% quelli a rischio dipendenza

In: Cronache

23 giugno 2016 - 11:11


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(Jamma) In Umbria le prevalenze del gioco d’azzardo nella popolazione generale (15-64enni) secondo la rilevazione IPSAD sono assimilabili a quelle nazionali. Se consideriamo la partecipazione a giochi in cui si vincono e perdono soldi negli ultimi 12 mesi , la prevalenza in Umbria e in Italia è pari al 42%, in netto aumento rispetto al 2014 ma in linea con la media nazionale. In Umbria, come nel resto del paese, sono nettamente più i maschi (37%) a giocare rispetto alle donne (18%). Sono i dati illustrati dalla dottoressa Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, oggi a Todi per un convegno sulle dipendenze dal gioco d’azzardo che si è tenuto presso la sede del Comune.

 

Il profilo di gioco a ‘rischio moderato’ in questa fascia di popolazione riguarda il 5,6% della popolazione (il 5,4% in Italia) mentre è pari al 6,1% in quella dei 15-34enni (il 6,4% in Italia).

I giocatori con un basso livello di rischio di gioco problematico sono invece il 14,1% della popolazione (il 14,6% in Italia).

Il gioco preferito sia in Italia, sia a livello regionale, è il lotto/superenalotto. In Umbria seguono il gratta e vinci/lotto istantaneo, altri giochi di carte

rispetto al poker e le scommesse sportive, a livello nazionale invece le preferenze si invertono, risultando più praticate le scommesse che altri giochi di carte.

Il luogo privilegiato per giocare a soldi, sia a livello regionale sia nazionale, è il bar tabacchi; al secondo posto si trova la propria casa o quella di amici, ed in seguito le sale scommesse. Importanti anche le prevalenze raggiunte dal gioco on line (7,9%), anche se inferiore a quanto osservato nel resto del paese (10,4%).

La dottoressa Roberta Pacifici, Direttrice dell’osservatorio sulle dipendenze dell’istituto superiore della Sanità ha invece spiegato quanto risulti difficile dimensionare il fenomeno del gioco problematico quando ancora non sia stata diagnosticata la dipendenza.

“Un importante intervento normativo è rappresentato dalla ricostituzione dell’Osservatorio permanente del gioco d’azzardo patologico che ha un ruolo decisivo nel contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo e che prevede un fondo destinato alle Regioni come finanziamento aggiuntivo finalizzato alla prevenzione.

I dati a disposizione per la relazione al Parlamento del DPA 2015 ci dicono che sono 12.400 i soggetti in trattamento anche se stiamo lavorando ai nuovi dati. Il Ministero della Salute ci ha affidato il compito di fare una mappatura sulle situazioni presenti nel territorio. Dalla rilevazione svolta fino ad oggi possiamo dire che l’85% dei giocatori dichiara di giocare sul circuito del gioco legale, il restante su circuiti online non regolare.

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