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Tutto rinviato al 24 maggio, solo allora si conoscerà il piano industriale di Snai

In: Cronache

15 aprile 2016 - 12:32


sede Snai - Porcari (Lucca)
4 settembre 2013

(Jamma) Mercoledì scorso era in programma il vertice tra azienda e rappresentanti dei lavoratori, per fare il punto sulla situazione dopo che l’azienda di Porcari, a novembre, aveva acquisito la società milanese Cogemat.

Il timore dei lavoratori è che questo legame possa comportare conseguenze sul piano occupazionale, o di organizzazione del lavoro (sotto forma di trasferimento a Milano) per i 400 dipendenti Snai. Al momento, però, nulla è dato di sapere sui piani industriali, in quanto la società sta ancora procedendo con un’analisi comparto per comparto della sua struttura. Analisi che, però, non è stata ancora completata. Da qui la decisione di rinviare il tutto. Piuttosto che presentare un quadro parziale, infatti, si è preferito aspettare di avere un’analisi completa della situazione e dell’organizzazione interna Snai, in modo da avere dati concreti su cui confrontarsi.

Così le parti si sono date un nuovo appuntamento, fissato appunto al 24 maggio.

Nei giorni scorsi in merito alla questione dei contratti a termine Snai ha confermato che da adesso si entra in una fase di blocco delle assunzioni dovuto ad una logica di razionalizzazione, anche se i contratti a termine saranno gli unici posti di lavoro che verranno razionalizzati. In pratica per l’azienda non si tratterebbe di tagli ma di mancati rinnovi di contratti che andrebbero alla naturale scadenza. “Non andremo ad aumentare i carichi di lavoro dei singoli, ma semplicemente quelle mansioni che vengono attualmente ricoperte dai contrattisti a termine che verranno svolte da personale prelevato in altri reparti, dove magari c’è un surplus di personale, magari proveniente anche dalle aziende acquisite recentemente e che sono dipendenti a tempo indeterminato. Nella logica della razionalizzazione e della riorganizzazione quindi, fermo restando che non verranno toccati i livelli dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, abbiamo però necessità di riorganizzare il personale per migliorare il livello della macchina organizzativa. In alcune realtà – concludono dall’azienda – abbiamo già sperimentato questa riorganizzazione e sta dando ottimi risultati”.

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