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Rapporto Coop. Nel 2016 crescono i consumi ‘disdicevoli’: più gioco d’azzardo online

In: Cronache

8 settembre 2016 - 12:19


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(Jamma) I “nuovi italiani” sono certamente più vecchi e più soli, più poveri e disuguali ma sono diventati anche più green e smart, più clean e healty. Dopo la resilienza alla crisi sono oggi tra i più innovativi e sperimentali d’Europa. Lo smartphone è il vero compagno di vita (15 milioni venduti nell’ultimo anno +16%), uno su 10 ha al polso un dispositivo wearable (secondi solo agli americani). Non ha ancora sfondato, ma mostra indubbi segnali di crescita, l’internet delle cose e almeno a intenzioni l’80% degli italiani vorrebbe rendere più connessa la propria casa. La rete e i suoi servizi sono fonte di consumi gratuiti e certo perciò così praticati: in questo modo si è dissolto circa il 2% della spesa ovvero 20 miliardi di euro e una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 1400 euro all’anno. E’ la fotografia scattata dal Rapporto Coop 2016 sulla vita quotidiana degli italiani.

Cresce la voglia di gioco. Spesi 200 milioni di euro in più . Torna a salire nel 2015 la voglia di gioco. Il volume della raccolta, definita dal complesso delle giocate, totalizza la bella cifra di 88,2 miliardi di euro, in crescita del 4,5% sull’anno precedente. La spesa dei giocatori, che rappresenta la quota della raccolta che non torna in vincite e che va a remunerare la filiera del gioco e l’Erario, è cresciuta anch’essa, arrivando a 17,1 miliardi di euro (+1,3%), 214 milioni di euro in più.

Tra i giochi di Stato i più gettonati sono gli apparecchi da intrattenimento, le cosiddette slot machine, che consentono al giocatore di impostare una propria strategia di gioco. La peculiarità di questi apparecchi, che erogano vincite in denaro fino ad un massimo di 100 euro. La spesa dei giocatori in apparecchi da intrattenimento ha raggiunto nel 2015 la cifra di 6,6 miliardi di euro, in aumento del 3,5% sul 2014.

Altri 2,5 miliardi di spesa cadauno sono stati destinati a Video Lottery, terminali per giochi di abilità e fortuna, alle tante lotterie (che assommano le tante lotterie istantanee a la più tradizionale lotteria Italia) e al lotto. Quest’ultimo, in particolare, ha conosciuto negli anni recenti un ritorno di interesse: nell’ultimo anno il volume delle giocate al lotto è aumentato di quasi 450 milioni di euro (+6,8%), con buona pace della spesa dei giocatori, cresciuta di 127 milioni di euro.

In forte crescita è anche il gioco online che trae impulso dalla diffusione di nuove generazioni di apparecchi per la telefonia mobile. La spesa dei giocatori online italiani in giochi regolamentati con vincita in denaro è stata nel 2015 pari a 821 milioni di euro (in crescita del 13%).

Secondo i dati dell’Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano aumentano le concessionarie del gioco che offrono servizi per smartphone (oltre 400 iniziative offerte, il 50% in più rispetto al 2014).

L’identikit del giocatore online è quello del maschio, residente al centro-sud e con un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. Anche se sale il numero di utenti attivi al mese, la frequenza di gioco è in diminuzione. Solo 1 giocatore su 10 gioca con continuità. Le preferenze dei giocatori online si concentrano su casinò (+27%) e scommesse (+25%), mentre scende nel gradimento degli internauti il poker (-18%).

Il gioco si sa è un passatempo. E scegliere un gioco più “equo”, in senso attuariale, può ridurne il costo. Raffrontando la spesa dei consumatori al volume del gioco è possibile ottenere una misura della convenienza relativa, ovvero del costo implicito, dei diversi giochi. Si scopre così che per ogni 100 euro giocati ai giochi di carte e di abilità su rete fisica o a distanza, nei quali oltre all’elemento casuale conta l’abilità del giocatore, 90 euro ritornano in vincite: sono questi dunque i giochi meno costosi. Al contrario nel caso dei giochi al totalizzatore, quali Win for Life e Superenalotto, o del Lotto e delle Lotterie i ritorni sono più modesti: per ogni 100 euro di giocate vi sono meno di 70 euro di vincite. A vincere in ogni caso, e anche questo dovrebbe essere abbastanza noto, è lo Stato, che forte di una rete fisica di circa 120mila punti vendita, nel 2015 ha incassato dal prelievo fiscale sui giochi circa 8,1 miliardi di euro, ovvero circa 140 milioni di euro in più.

 

 

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