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L’avv. Asteriti: “Secondo i Monopoli il Gap non esiste”

In: Cronache

9 giugno 2016 - 11:25


foto Asteriti

(Jamma) – “Sul sito dei Monopoli è presente un “Intervento del Vicedirettore Aronica” dal titolo “Le dimensioni del gioco pubblico” che, con parole agghiaccianti, prende posizione su diversi aspetti del gioco d’azzardo pubblico, ivi compresa la dipendenza dall’azzardo, per negarla, ovviamente” scrive l’avv. Osvaldo Asteriti.

 

“L’opinione espressa da Aronica, che rappresenta l’opinione “ufficiale” dei monopoli, risulta beffardamente offensiva nei confronti delle milioni di persone, famiglie comprese, che vivono quotidianamente il dramma della dipendenza. Secondo l’ineffabile Vicedirettore: “Se si eccettuano le VLT, cui non è difficile associare la possibilità di perdite economiche anche ingenti in un breve lasso di tempo, il rischio di una spesa eccessiva attraverso gli altri canali del gioco legale sembra riconducibile più direttamente a una attitudine soggettiva del giocatore piuttosto che alle insidie intrinseche dei diversi giochi”.

 

In conclusione – prosegue Asteriti – perdere molto in poco tempo appare come una remota possibilità riferita solo alla VLT, mentre per gli altri giochi (i 58 g&v attivi?), invece, le perdite ingenti in poco tempo dipendono solo da una attitudine del giocatore. Per quanto riguarda la dipendenza, poi, il nostro accetta ma non condivide “Che di questa attitudine si possa parlare anche in termini medici, ovvero come di una patologia specifica”, ritenendo comunque il passaggio dall’attitudine alla dipendenza come “un passo successivo che ormai viene compiuto pacificamente”. E prosegue: “Ciò che appare, tuttavia, paradossale sono le conseguenze che se ne traggono circa l’offerta legale di gioco. In realtà, dimostrare che esiste una patologia specifica e che esistono soggetti incapaci di controllarsi, causa una loro predisposizione individuale, dovrebbe alleggerire le responsabilità dell’offerta”.

 

Quindi, la dipendenza è una attitudine e, ove fosse dimostrata l’esistenza della conseguente patologia specifica, questa sarebbe totalmente ascrivibile alla predisposizione individuale di alcuni giocatori “incapaci di controllarsi”, mai addebitabile all’offerta. Io credo che queste parole dimostrino lo spregio con cui lo Stato considera il fenomeno della dipendenza patologica indotta dal gioco d’azzardo “legale”, di cui peraltro anche il Sottosegretario Baretta ammette l’offerta fuori ogni controllo e ragionevolezza, e costituisce un salto all’indietro di un secolo: la dipendenza come “vizio del gioco” di cui soffrono alcune persone incapaci di controllarsi. Non c’è da meravigliarsi di questa opinione, visto che in Italia non esiste neanche la mafia, solo una invenzione dei giornalisti del continente. Basta convincere le famiglie delle centinaia di vittime della mafia, assassinati forse per una “predisposizione individuale”” conclude Asteriti.

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