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Intelligenza del rischio e compulsività in materia di giochi, Filippone (Unigioco): “Servono comunicazione più responsabile e prevenzione”

In: Cronache

11 febbraio 2016 - 15:52


unigioco2016

(Jamma) – C’è chi gioca e chi dipende. Il fenomeno della dipendenza dal gioco è spesso oggetto di analisi quantitative, fondate su dati variabili a seconda delle fonti. Cosa succede quando ci si ammala? Cosa caratterizza esattamente la dipendenza? E quali sono i riflessi sociali?

 

L’obiettivo dell’incontro in corso nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, organizzato dalla Fondazione Unigioco in collaborazione con l’on. Paola Binetti, relatrice del DDL sul gioco d’azzardo patologico, è proporre un approccio diverso al fenomeno attraverso gli studi e le ricerche di psichiatri e docenti presenti all’incontro.

 

Tra i relatori il prof. Giovanni Ceccarelli (Facoltà di Economia dell’Università di Parma); la dott.ssa Silvia Zucconi (Coordinatore Young Millennials Monitor Nomisma); la prof.ssa Simona Morini (Docente di Teoria delle decisioni razionali e dei giochi dell’Università IUAV di Venezia); il prof. Gioacchino Lavanco (pro rettore dell’Università di Palermo); il prof. Luigi Janiri (psichiatra esperto di dipendenze presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma). Le conclusioni affidate all’on. Paola Binetti, Deputata Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.

 

unigioco11febbraio

 

Aprendo i lavori Ezio Filippone (vice-presidente Unigioco), si è soffermato sul clima in cui si sta recentemente parlando di gioco compulsivo.

Prosegue Filippone: “La Fondazione Unigioco, fondazione regolarmente riconosciuta, ormai da un decennio si propone di promuovere la cultura del gioco. Studia il fenomeno del gioco nelle sue dinamiche sociali, culturali, economiche e politiche, sia a livello nazionale che internazionale, e propone iniziative di intervento e orientamento sul mondo del gioco con particolare attenzione al contrasto dell’illegalità, dell’evasione fiscale e dei comportamenti patologici e compulsivi. Questo è il nostro primo appuntamento di quest’anno. Abbiamo scelto di farlo dopo la stagione della Legge di Stabilità che ha dato al settore alcuni punti fermi. E cioè una drastica riduzione dell’offerta di gioco attraverso il blocco di nullaosta e altre autorizzazioni, la limitazione della pubblicità, un finanziamento per i centri che si occupano di dipendenza e regole molto pesanti sulla fiscalità del settore. E’ comunque un punto di svolta per un nuovo approccio al problema delle compulsività, che è l’obiettivo del nostro convegno. L’anno trascorso è stato quello del dibattito quantitativo e scandalistico del fenomeno delle dipendenze e della mancata riforma del settore dei giochi attraverso la delega fiscale. Quest’anno ci si augura che si affronti il problema in maniera qualitativa, affidando a una nuova e più responsabile comunicazione e ad attività di prevenzione del fenomeno”.

 

 

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