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Giochi, Guerreschi (Siipc): “Limitazioni orarie e distanziometri non portano da nessuna parte. Serve formare i gestori e regolamentare l’online”

In: Cronache

15 giugno 2016 - 10:00


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(Jamma) – Si è svolta la conferenza «Liberi di giocare, liberi di sognare! L’azzardo a Verona», organizzata nella sede dell’associazione di promozione sociale In Punta di Piedi. «A differenza di altre città del Veneto come Padova e Vicenza, qui notiamo che, al di là delle sale slot, estremamente sentiti e giocati in città sono proprio i ticket da grattare o i numeri del Lotto», ha spiegato Cesare Guerreschi, presidente della Siipc, Società italiana intervento patologie compulsive, nonché psicologo e psicoterapeuta per la cura delle dipendenze.

 

«Entrare in tabaccheria per un gratta e vinci anziché in una sala dedicata al gioco d’azzardo è un comportamento culturalmente più accettato. Ma dal punto di vista della dipendenza non c’è alcuna differenza. Iniziative votate al proibizionismo e a demonizzare il gioco d’azzardo, dalle limitazioni orarie allo spostare le slot a 500 metri da scuole, luoghi di ritrovo e di culto, centri sportivi, così come ipotizzato nelle scorse settimane da molti esponenti politici, dal M5s a Battiti passando da Fare! e Pd, non porta da nessuna parte. Non fa chiarezza ma, al contrario, crea ancora più confusione. Una persona dipendente dal gioco arriva a compiere chilometri e chilometri a piedi ogni giorno per poter giocare. Cinquecento metri o mezz’ora di attesa non sono nulla» ha aggiunto Guerreschi.

 

«È necessario formare i gestori dei luoghi in cui si gioca d’azzardo, affinché sappiano riconoscere e segnalare i casi a rischio. Non è da demonizzare il gioco a soldi in sé ma la possibilità che sfoci in dipendenza. Affidare a loro una parte del controllo non è un controsenso: la verità è che un giocatore incallito, in breve tempo, è un cliente perso».

 

Per quanto riguarda l’online e il rischio che corrono i minori il presidente Siipc ha ricordato che non «dovrebbe venire mai meno il controllo serrato dei genitori, vigili sia sui propri figli che sul proprio conto corrente ed eventuali carte di credito. Andrebbero comunque pianificate una serie di normative ad hoc in grado di arginare la diffusione del gioco online. È la legislatura che dovrebbe impedire l’accesso incondizionato all’azzardo via internet, soprattutto nei giovani. È complesso ma possibile».

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