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Friuli. Comitato controllo: esame relazione su attuazione LR gioco d’azzardo:”I Comuni non fanno i dovuti controlli”

In: Cronache

7 settembre 2016 - 13:45


Assemblea nazionale dell'ANCI

(Jamma) Il Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione del Consiglio Regionale del Friuli , presieduto da Ilaria Dal Zovo (M5S),  ha esaminato la relazione di Giunta in merito allo stato degli interventi previsti dalla legge regionale 1/2014 sulla prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo a un anno dalla sua entrata in vigore. Il parere sarà trasmesso alla III Commissione consiliare, la quale a sua volta entrerà nel merito del documento lunedì prossimo, 12 settembre, per poi relazionare all’Aula nel corso della prima seduta utile.

Nella relazione si afferma la crescita della dipendenza da gioco d’azzardo e da gioco praticato con apparecchi per il gioco lecito: i dati evidenziano che i soggetti posti in carico al Servizio sanitario regionale sono passati dai 335 del 2013 ai 406 del 2015 (di cui 151, ovvero il 37,19%, sono nuovi utenti). Tale incremento è maggiore nei soggetti di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile, e di età superiore ai quarant’anni: nello specifico è nella fascia d’età tra 40 e 59 anni la percentuale più alta dei soggetti trattati.

Dalle riunioni dell’Osservatorio nazionale del gioco d’azzardo – è stato spiegato dalla direzione centrale Salute – è emersa una situazione paradossale: il ministero delle Finanze ha dati sui giocatori che si rifiuta di trasmettere al ministero della Salute in quanto, se per il primo quei dati sono utili per promuovere e spingere a nuovi giochi, per il secondo quegli stessi dati sarebbero un punto di partenza per ideare possibili deterrenti all’azzardo.

Guardando all’attuazione della LR 1/2014, il Comitato ha rilevato che, a giugno 2014, è stato istituito il Tavolo tecnico regionale gioco d’azzardo patologico come previsto dall’articolo 8 della legge. A dicembre 2014, la Giunta ha determinato la distanza di insediamento dai luoghi sensibili delle attività che prevedano locali da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito, fissandola in 500 metri (via pedonale più breve). A maggio 2015, è stato approvato il “Piano attività gioco di azzardo patologico – GAP 2015”. Si tratta di un progetto innovativo in tema di contrasto al gioco d’azzardo, che prevede “Azioni di carattere regionale” e “Azioni di carattere territoriale”. Con riferimento alle “Azioni di carattere regionale”, sono stati svolti percorsi formativi/informativi, è stato condotto uno studio di livello regionale inerente il gioco d’azzardo e, nell’ambito delle attività di comunicazione e marketing, è stata avviata una collaborazione con l’ufficio stampa regionale per la produzione di una bozza di scheda informativa da apporre alle slot-machine.

Le “Azioni di carattere territoriale” sono realizzate da soggetti del terzo settore e da una rete di partner pubblici e privati, individuati tramite una selezione pubblica di co-progettazione. La relazione illustra i cinque lavori avviati a livello territoriale dall’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 2 Bassa Friulana-Isontina, finalizzati alla prevenzione e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo.

Quanto alle risorse, per il 2015 ammontano a 60.000 euro, di cui 10.000 riservati alle “Azioni di carattere regionale” e 50.000 ai cinque progetti realizzati nell’ambito delle “Azioni di carattere territoriale”.

Non da ultimo, a novembre 2015 è stato approvato il “Piano regionale della prevenzione 2014-2018 del Friuli Venezia Giulia” dove, in raccordo con i macro obiettivi di promuovere il benessere mentale nei bambini e prevenire le dipendenze, si prevede la promozione e diffusione di progetti nelle scuole. La relazione mette, poi, in luce il ruolo dei Servizi sanitari relativamente al trattamento del gioco d’azzardo patologico, l’organizzazione a livello territoriale dei Servizi sanitari al fine del recupero dei soggetti affetti da tale patologia e le modalità di accesso in tutta la Regione. Da sottolineare l’individuazione di un unico referente per ciascuna Azienda sanitaria. Il documento, invece, non fornisce informazioni rispetto alla previsione del marchio regionale Slot-Free-FVG né relative alla riduzione dell’aliquota Irap e agli accordi promossi o da promuovere con gli enti del servizio di trasporto pubblico locale.

In risposta, la direzione Salute ha spiegato che i Comuni non fanno effettuare alla polizia locale i necessari controlli, perciò ci sono apparecchi non autorizzati, concessioni scadute, limiti non rispettati: è un mondo di illecito – è stato detto – che non viene controllato a dovere. Inoltre, si è deciso di portare avanti con Confcommercio una grossa formazione degli esercenti rispetto al problema, sino a oggi sottovalutata. E la formazione è anche verso i medici di medicina generale per imparare a intercettare sul nascere chi poi diventa un giocatore patologico. Per il trasporto pubblico, ci sono dei limiti nazionali che vanno rispettati, così come non c’è la possibilità di attuare la riduzione Irap.

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