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Cresce l’azzardo tra gli studenti: scommesse sportive e gratta e vinci i giochi preferiti

In: Cronache

19 aprile 2016 - 12:28


giovani-azzardo

(Jamma) – Nel 2015 sono stati censiti in circa un milione gli studenti italiani tra i 16 e i 19 anni che hanno dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi. I risultati sono stati forniti dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, il Consiglio Nazionale di Ricerca di Pisa nell’ambito dello studio ESPAD, European School Project on Alchol and other Drugs, e hanno indicato un aumento pari a 60.000 unità rispetto all’anno precedente.

 

Sono per lo più le scommesse sportive e i gratta e vinci i ‘giochi’ preferiti dagli studenti, in aumento rispettivamente del 39% e del 63%, seguiti dal poker texano online in salita di 36 punti percentuale. Quest’indagine sui comportamenti a rischio tra gli adolescenti è stata effettuata su 80.000 studenti e ha portato alla luce un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi cinque anni, evidenziando come il gioco d’azzardo stia diventando una patologia a rischio tra i giovani italiani, anche grazie alla facile accessibilità che questo permette.

 

L’indagine rivela che il 7% degli studenti gioca fino a 4 volte a settimana cifre che superano anche i cinquanta euro, entrambi elementi indicativi di una probabile o prossima dipendenza; dato che sorprende ancora di più se si pensa che il 25% degli intervistati è minorenne. L’aumento riguarda entrambi i sessi – l’incremento più alto, di 4 punti percentuali tra le ragazze in fascia 16/17 anni – ed è ben distribuito in tutta la penisola, dove il primato va al Sud e nelle isole con un aumento del 48% nell’ultimo anno, seguito subito dopo dal Nord Est dove il fenomeno è in crescita del 43%.

 

Numerose le iniziative in questo senso che hanno avuto luogo sul territorio: l’ULSS 6, l’ente incaricato della gestione dei servizi sanitari della provincia di Vicenza ha denunciato l’attività di 15.500 studenti giocatori d’azzardo solo sul territorio vicentino e ha organizzato, insieme con l’Ufficio Scolastico Territoriale, un progetto per le scuole volto a stimolare il dialogo attraverso una serie di attività formative e d’informazione sui rischi della patologia del gioco d’azzardo.

 

Il primo premio è andato alla dottoressa Francesca Sisinna, docente di economia politica che ha presentato il progetto Gioco malato legalizzato che coinvolge gli studenti ad adoperarsi in minuziose ricerche in rete che riguardano i regolamenti, i dati statistici, le leggi italiane e le testimonianze presenti sul web.

 

Una formazione basata sulla prevenzione e sulla fiducia nel sistema scolastico e nell’assistenza sanitaria come a Imola dove l’Usl in concerto con la Caritas e l’amministrazione comunale ha presentato un progetto che ha coinvolto 3224 studenti a cui è stato sottoposto un test in anonimato. Dai risultati è emerso che solo il 30% di questi non ha mai giocato denaro in vita sua, il 38% è convinto che esista una strategia per incrementare le possibilità di vittoria, ignorando quindi la vera natura dei risultati che è del tutto casuale e che il 34% dichiara di giocare semplicemente per “passare il tempo”, evidenziando basse percentuali di chi crede realmente di potersi arricchire.

 

Secondo la dottoressa Alessandra Buja dell’Università degli Studi di Padova l’incremento esponenziale è anche frutto della società in cui viviamo: “i giovani di oggi sono la prima generazione per cui le occasioni di gioco e di azzardo sono sempre più vicine: i tabaccai con sistemi per scommesse sono ad ogni angolo, sono aumentate le sale dedicate e la rete ha sdoganato il gioco anche ai più piccoli e ai meno esperti”.

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