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Bolzano, nuova operazione contro totem illegali: nei guai 46 persone e 4 società. Sequestrati 19 apparecchi e beni per 1 milione di euro

In: Cronache

28 settembre 2016 - 10:50


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(Jamma) – Importante operazione contro il gioco d’azzardo condotta da Polizia e Guardia di Finanza. Sotto la lente delle forze dell’ordine sarebbero finiti ancora alcuni totem illegali sul territorio. Già lo scorso agosto le fiamme gialle sequestrarono 12 totem nei bar elevando anche 440mila euro di sanzioni. In tutto, in città, sono almeno 60 le macchinette che permettono puntate elevate distribuite in 46 bar.

 

Questa volta sono state segnalate all’autorità giudiziaria 46 persone fisiche e 4 società. Sono stati sequestrati 19 totem e sono state inflitte sanzioni a 19 baristi bolzanini. Sequestrati anche poco meno di 50 mila euro in contanti e a titolo preventivo beni per un ammontare complessivo di 1 milione di euro. In questa somma sono compresi beni mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie. I proventi dei totem illegali, come ha spiegato il comandante della Guardia di Finanza, sono stati considerati come incassi in nero. “Siamo preoccupati che nel gioco d’azzardo siano coinvolti i giovani. Per questo ci siamo concentrati sui totem” ha affermato il Questore Carluccio.

L’operazione ha richiesto tre anni di indagini . Nata nel novembre 2013 come indagine penale e poi terminata nel 2016 come indagine di tipo amministrativo. Come si può evincere dal nome, l’intera indagine ha riguardato la diffusione all’interno di esercizi pubblici di Bolzano e provincia, dei cosiddetti “totem”.

I “Totem” non sono altro che dei computer dotati di lettore di banconote mascherati da apparecchi per le ricariche telefoniche dei principali operatori di telefonia mobile che, attraverso Internet, si collegano a piattaforme di gioco attestate su siti esteri. Tramite tali siti si accede ai giochi d’azzardo più diffusi. Il gioco d’azzardo solitamente  è dissimulato da gioco promozionale, nel senso che le puntate sono effettuate sì in denaro, ma formalmente i punti vinti potrebbero essere riscossi solo attraverso l’acquisto di articoli promozionali o la partecipazione a concorsi a premi per la vincita di “gadget” elettronici, berretti, magliette, abbonamenti, ricariche telefoniche, suonerie per cellulari, ecc. Non c’è bisogno di dire che con i “punti” vinti nessun giocatore acquista mai alcun articolo promozionale: le vincite, anche superiori ai 1.000 Euro, sono sempre pagate dall’esercente in contanti e, naturalmente, in nero. Si rappresenta inoltre che, a seconda del tipo di “Totem”, quasi nessun dato contabile viene registrato nel p.c. contenuto nel totem, dal momento che i dati solitamente sono registrati nei server dei siti situati all’estero. E’ stata inoltre rilevata da parte dei noleggiatori, e alcune volte anche da parte dei baristi, la possibilità di alterare e modificare le percentuali di vincita, il tutto a discapito degli ignari giocatori. E’ quanto si legge in una nota delal Polizia di Bolzano

 

FASE PENALE

 

Le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, da perquisizioni e sequestri (tre dei quali in flagranza di reato), consentivano di denunciare all’A.G. 46 persone fisiche (fra cui 21 baristi e 2 giocatori) e 4 società e di procedere al sequestro penale di 19 Totem e 47.103 Euro in contanti, rinvenuti parte all’interno dei citati apparecchi e parte nella abitazioni di soggetti perquisiti.

 

Agli indagati principali è stato contestato anche il delitto di associazione per delinquere previsto dall’art. 416 c.p., mentre a quasi tutte le altre persone, fra cui altri noleggiatori e i baristi dei locali  è stato contestato l’ aver esercitato abusivamente l’organizzazione di giochi che la legge riserva allo Stato. A quattro indagati è stato contestata  l’intestazione fittizia di beni in relazione alla titolarità di quote di alcune società nazionali ed estere, mentre a due giocatori  colti in flagranza di reato è stata contestata la contravvenzione penale prevista dall’art. 722 c.p.

 

A una delle società coinvolte è stata contestata anche la violazione degli artt. 5 e 24 ter comma 2 del D. L.vo 8 giugno 2001, nr. 231, cioè le disposizioni di legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, con proposta di sequestro del 100% delle quote di capitale sociale, del saldo attivo dei rapporti bancari e postali e dei veicoli intestati alla società; l’oscuramento di due siti Internet e il sequestro, anche per equivalente, del profitto del reato di associazione per delinquere finalizzato alla commissione del gioco d’azzardo online, maturato nel periodo 01.01.2010 – 31.03.2014 e pari ad almeno 1.516.639,45 Euro, con interdizione dall’esercizio dell’attività, significando che parte del suddetto profitto è stato calcolato grazie all’intercettazione e sequestro di dati telematici che hanno consentito di acquisire i dati della contabilità occulta dei totem registrati su un sito con sede in Estonia.

 

Si rappresenta altresì che nel corso della suddetta indagine – svolta unitamente al Nucleo P.T. della G. di F. di Bolzano – ci si è avvalsi anche dell’ausilio dei Funzionari e Ispettori dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Venezia e Trento.

 

Ai sensi del D.L.vo 159/11, cioè il codice delle leggi antimafia e misure di prevenzione, nei confronti di alcuni degli indagati sono state proposte anche delle misure di prevenzione di tipo patrimoniale di beni mobili e immobili per un valore di circa 1.000.000 di Euro, ancora in fase di valutazione da parte della competente A.G.

 

Infine, a conferma del fatto che il settore delle scommesse e dei giochi d’azzardo online sono fonte di enorme interesse da parte della criminalità organizzata, si segnala che durante le indagini sono stati rilevati contatti con diversi soggetti sospettati di essere molto vicini ad organizzazioni di stampo mafioso.

 

FASE AMMINISTRATIVA

 

In data 04.03.2016 i Pubblici Ministeri titolari delle indagini (Dr. Igor Secco e Dr. Andrea Sacchetti), in considerazione dell’entrata in vigore dell’art. 1 comma 923 della Legge 28.12.2015 (c.d. Legge di Stabilità), che ha disposto per  i c.d. “Totem” solo tutta una serie di sanzioni amministrative, facendo venire meno l’applicabilità del delitto previsto dall’art. 4 della L. 401/89, cioè il reato scopo dell’associazione per delinquere ipotizzata, erano costretti a richiedere al G.I.P. del Tribunale di Bolzano l’archiviazione del procedimento.

 

Premesso quanto sopra, venivano avviati procedimenti amministrativi finalizzati a contestare a produttori, distributori e baristi gli illeciti amministrativi previsti dalla normativa in vigore all’epoca dei fatti, cioè l’art. 110 comma 9 lett. F ter) del T.U.L.P.S. Al termine della suddetta attività si è proceduto a contestare a 2 produttori (uno domiciliato in regione Trentino Alto Adige), a 3 agenti installatori (di Bolzano) e a 16 baristi (tutti  della zona di Bolzano), sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di € 800.000,00, significando che, in caso di mancato pagamento in misura ridotta e conseguente emissione di ordinanza – ingiunzione di pagamento, il competente Ufficio dei Monopoli di Trento potrebbe anche quintuplicare tali sanzioni.

 

Sono in corso da parte della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Bolzano ulteriori controlli negli esercizi pubblici della provincia di Bolzano, alcuni dei quali hanno già portato al sequestro amministrativo di ulteriori Totem, con contestazione degli illeciti previsti dalla nuova normativa che prevedono delle sanzioni amministrative pecuniarie da 50.000 a 100.000 Euro a Totem per il titolare della piattaforma di gioco, di 20.000 Euro a Totem per gli agenti installatori e di 20.000 Euro a totem per i baristi, mentre per i giocatori permane la sanzione di 516 Euro prevista dall’art. 720 del codice penale.

 

Si rappresenta infine che ai sensi degli artt. 110 comma 11 del TULPS il Questore ha la facoltà di sospendere la licenza degli esercizi pubblici che hanno reiterato le suddette violazioni, in tal senso sono in corso ulteriori valutazioni

Da parte della Polizia e della Guardia di Finanza sono in corso ulteriori controlli, alcuni dei quali hanno portato al sequestro di ulteriori 20 “totem”, e a multe che vanno dai 50.000 ai 100.000 euro per il titolare della piattaforma di gioco, di 20.000 euro per gli installatori e 516 euro per i giocatori.

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