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Aosta. Confcommercio: “Il vuoto legislativo non deve penalizzare gli esercenti di slot e scommesse”

In: Cronache

11 marzo 2016 - 12:56


conf-aosta

(Jamma) Confcommercio Valle d’Aosta è pronta a mettere in campo tutte le iniziative che rischiano di mettere sul lastrico una parte dei 350 addetti al settore del gioco e delle slot nella città di Aosta, è pronta anche alla serrata, questa la posizione dell’Associazione dei Commercianti Valdostana sulla volontà del Consiglio comunale di Aosta di approvare un regolamento contro il gioco d’azzardo.

“Siamo pronti a collaborare per individuare tutte le soluzioni possibili per prevenire la ludopatia – ha detto Pierantonio Genestrone, nel ricordare che a Confcommercio VdA sono associati oltre 1.200 pubblici esercizi – ma la politica non può pensare di condizionare le attività che creano ricchezza e producono reddito. Dopo essere stati tartassati con i rifiuti, castigati con l’aumento dei parcheggi blu, non siamo più disposti a pagare per la propaganda elettorale di qualcuno”.

Su 1000 euro giocati, 700 sono assorbiti dalle vincite; 190 euro li incassa lo Stato; i rimanenti 110 euro vengo suddivisi tra i proprietari delle slot e l’esercente

“È dunque importante – ha aggiunto Flavio Giordanoche lo Stato finanzi la formazione e le campagne di informazione contro le ludopatie”.

Di vuoto normativo che “penalizza gli esercenti”, ha parlato Gianluca Genestrone, Presidente della Federazione Tabaccai VdA “È necessario che, per evitare fughe in avanti la questione sia regolamentata a livello nazionale”.

Per quanto riguarda invece la legge regionale Silvestro Mancuso ha ribadito la contrarietà di Confcommercio all’articolo che prevede da retroattività della stessa.

“L’Ufficio Legale di Confcommercio VdA – ha detto – sta valutando se ci sono i termini di incostituzionalità in quanto obbliga gli imprenditori ad adeguarsi alle nuove norme. Nulla di contrario – ha aggiunto – che chi avvia un’attività oggi debba sottostare alle medesime, ma chi ha effettuato investimenti prima dell’entrata in vigore della normativa regionale, nel rispetto norme allora in vigore, non può essere obbligato a trasferire la propria attività lontano dai siti sensibili”.

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