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Bingo, trasferimenti delle concessioni solo in favore di soggetti giuridici già operatori del bingo

In: Bingo

9 maggio 2016 - 16:41


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(Jamma) – Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha pronunciato sentenza sul ricorso proposto da una società concessionario di sala bingo contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per l’annullamento della nota dell’ADM con la quale è stato espresso parere negativo in merito alla richiesta di trasferimento della sala bingo ubicata in Bolzano.
La società ricorrente – titolare della gestione del gioco del Bingo nella sala di Bolzano riferisce quanto segue: A) il rinnovo delle concessioni per l’esercizio e la raccolta del gioco del bingo sul territorio nazionale doveva avvenire sulla base di una procedura di evidenza pubblica, ma questo Tribunale ha annullato il bando di gara pubblicato nella G.U.U.E. del 26 luglio 2014 e nella G.U.R.I del 4 agosto 2014, con il quale era stata indetta la procedura di evidenza pubblica per l’assegnazione di 228 concessioni per l’esercizio del gioco del Bingo, ai sensi dell’art. 1, commi 636 e 638 della legge 147/2013; B) in conformità alle disposizioni contenute nell’art. 1, comma 636, della legge n. 147/2013 e del successivo decreto applicativo del 4 marzo 2014, essa ha continuato ad operare in regime di proroga e, nell’ottica di una più ampia ristrutturazione e differenziazione delle attività esercitate ha deciso di scorporare il ramo d’azienda relativo alla gestione del gioco del Bingo e di trasferirlo ad altra società da essa integralmente controllata; C) con nota del 27 novembre 2014 essa ha presentato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ai sensi dell’art 7 della convenzione di concessione, un’istanza di autorizzazione al trasferimento della titolarità della sala Bingo; D) inopinatamente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con nota del 24 dicembre 2014 ha espresso parere contrario al trasferimento, escludendo «la possibilità di un eventuale trasferimento dell’esercizio, sia per la cessazione dell’efficacia della concessione, sia perché l’assegnazione di una concessione al di fuori delle procedure ad evidenza pubblica in atto costituirebbe violazione del principio di concorsualità»; E) con successiva istanza del 30 dicembre 2014 essa ha presentato una formale istanza di trasferimento dando atto del parere contrario espresso con la nota del 24 dicembre impugnata e motivando più dettagliatamente la richiesta di trasferimento della sala bingo; F) tale istanza rimaneva priva di risconto, così maturando il silenzio rifiuto.
Avverso l’impugnata ordinanza la società ricorrente deduce le seguenti censure.
I) Violazione e falsa applicazione dell’art. 7 della concessione n. 095/tl/08/r del 10 ottobre 2008, del d.m. finanze 31 gennaio 2000 n. 29 e dell’art. 15 del d.m. 21 novembre 2000; eccesso di potere per illogicità, irragionevolezza ed ingiustizia manifesta. La società ricorrente deduce che: A) a prescindere dall’impugnato parere espresso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in data 24 dicembre 2014, il regolare pagamento dei diritti all’Amministrazione fa sì che la concessione continui a dispiegare i suoi effetti sino a quando non verrà revocata per effetto dell’assegnazione delle nuove concessioni; B) né la convenzione di concessione, né i decreti ministeriali che ne costituiscono la fonte regolamentare diretta, prevedono il diniego di trasferimento nella fase di proroga della concessione; C) nel caso in esame il trasferimento è meramente formale, in quanto è costituto da un’operazione di subentro societario, tutta interna al Gruppo del concessionario, senza che muti nella sostanza la compagine sociale e, soprattutto, senza che cambi il luogo e le modalità di gestione della sala Bingo.
II) Violazione dell’art. 2, comma 8, della legge n. 241/1990; maturazione del silenzio inadempimento sull’istanza di trasferimento della titolarità della concessione. In via subordinata la ricorrente lamenta la violazione dell’art. 2, comma 8, della legge n. 241/1990, perché il termine di 30 giorni ivi previsto non è stato rispettato. Difatti l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che non ha dato alcun riscontro all’istanza di trasferimento della titolarità della concessione del 10 ottobre 2008 e, quindi, in data 19 gennaio 2015 è quindi maturato il silenzio inadempimento.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si è costituita in giudizio e con memoria depositata in data 22 febbraio 2016 ha eccepito la cessazione della materia del contendere, evidenziando quanto segue: A) con nota prot. n. 40083 del 10 aprile 2015 è stato definitivamente negato il trasferimento della sala Bingo in considerazione dell’imminenza della gara per l’assegnazione delle nuove concessioni per l’esercizio del gioco del Bingo, così superando il motivo d’impugnazione relativo al silenzio inadempimento; B) la ricorrente con nota in data 5 gennaio 2016 ha, quindi, chiesto all’Agenzia di rivalutare i motivi che hanno portato al diniego di tale trasferimento; C) a tale istanza è stato fornito riscontro con nota prot. n. 4765 del 19 gennaio 2016, con la quale è stato comunicato che «non sarebbe consentito il mutamento del soggetto giuridico titolare della concessione in quanto, in tal modo, verrebbe elusa la norma di legge che consente il prosieguo della concessione solo per la partecipazione al bando di gara per la riattribuzione della concessione stessa. Sarebbe, invece consentito il trasferimento della titolarità della concessione ad altro soggetto operatore del gioco del Bingo, salve le regole vigenti in tema di concorrenza e di abuso di posizione dominante. Tutto ciò premesso si ritiene dunque ammissibile l’operazione prospettata nel caso di specie, in cui la società subentrante sia controllata al 100% dalla XXXX, avente come oggetto sociale l’esercizio del gioco del Bingo, laddove la situazione permanga fino alla partecipazione alla nuova gara, in quanto in armonia con la ratio della normativa sopracitata»; D) a tale determinazione l’Agenzia è pervenuta ritenendo che – a seguito dell’annullamento in sede giurisdizionale del bando di gara per l’assegnazione delle nuove concessioni Bingo e dell’eccessivo protrarsi del periodo di proroga – sia opportuno ed in linea con quanto disposto dall’art. 1, comma 636, della legge n. 147 del 2013 acconsentire ai trasferimenti di titolarità delle concessioni bingo, purché in favore di soggetti giuridici già operatori di gioco bingo.
Alla pubblica udienza del 6 aprile 2016 il ricorso è stato chiamato e trattenuto per la decisione.
Tenuto conto di quanto precede, il Collegio osserva che: A) a prescindere da ogni considerazione in merito alla carenza di interesse all’annullamento del “parere” espresso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con l’impugnata nota del 24 dicembre 2014 e alla mancata impugnazione della sopravvenuta nota prot. n. 40083 del 10 aprile 2015, che ha posto termine al silenzio dell’Amministrazione, allo stato sussistono i presupposti per dichiarare la cessazione della materia del contendere, perché la decisione assunta dall’Agenzia con l’ulteriore nota prot. n. 4765 del 19 gennaio 2016 appare pienamente satisfattiva per la ricorrente; B) sussistono comunque i presupposti per compensare tra le parti le spese del presente giudizio.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) quindi ha dichiarato la cessazione della materia del contendere.

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