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Bando bingo, Natalicchio (Codere) a Enada Rimini: “Rischiamo situazione analoga a precedenti anni”

In: Bingo

17 marzo 2016 - 13:25


Codere

(Jamma) – “Che futuro immaginiamo per il bingo fisico? Mi piacerebbe dire radioso, perché con le priorità del Governo ci sono tante convergenze positive” così Stefano Natalicchio (Ufficio Legale Codere) a Enada Rimini.

 

“Le sale bingo sono una realtà unica, assicurano da decine fino a centinaia di posti di lavoro, si soddisfa quindi l’obiettivo occupazionale. La politica inoltre punta sulla prevenzione delle infiltrazioni della malavita organizzata. Su questo aspetto è molto più semplice fare controlli in una sala bingo, dove le forze dell’ordine possono intervenire in modo ficcante. E’ possibile organizzare una rete di controlli importante. Le sale bingo sono concessioni, ci sono quindi tutta una serie di controlli che rendono più semplice il monitoraggio costante. Per quel che riguarda la salvaguardia della salute e la tutela delle fasce deboli, la sala bingo è un luogo dove c’è sorveglianza, quindi si identificano le persone che entrano e tramite accordi con strutture sanitarie locali si può fare una prevenzione vera.

 

Sulla base di queste considerazioni, le sale bingo potrebbero avere un futuro radioso, ma purtroppo non sono questi i segnali che vediamo. Nei bandi che sono stati fatti vengono replicati gli errori della Stabilità del 2014. Nel nuovo bando è stato aumentato il canone da pagare senza alcuna razionalità da 2800 a 5000 euro, per partecipare bisogna pagare questo ulteriore balzello. Inoltre è impossibile andare avanti in questo regime di prorogatio, che nessuno sa quanto durerà. Non è scontato che la gara si faccia nel 2016 quindi in questo periodo non posso spostare la sede di una sala. Una sala bingo prevede investimenti milionari e poi magari non si risolve nulla nella conferenza Stato-Regioni e ci si ritrova senza poter lavorare, in quali condizioni faccio questi investimenti? La realtà normativa ci mette in grave difficoltà e non consente di fare innovazione di prodotto. Io immagino una sala bingo aperte a tutti, dove si fa intrattenimento serio, di alto livello, ristorazione, un luogo dove ci si diverte e non frequentato da gente malata. Ora su questa gara che incombe ci sono già ricorsi al Tar, non si conosce, se il bando uscirà, il suo contenuto, se questi sono i segnali rischiamo di assistere ad una situazione analoga a quella vista nel corso del 2014/2015”.

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