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Totem all’interno di sale videolottery: urge un nuovo modello per gli ambienti dedicati

In: Associazioni

14 aprile 2016 - 18:15


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(Jamma) – Dalle recenti cronache giudiziarie – comunica l’associazione AS.TRO – apprendiamo con sgomento e preoccupazione il livello di insinuazione raggiunto dal gioco illegale.

Dopo i già innumerevoli casi documentati dalla stampa, relativi a totem rinvenuti in bar e circoli di mezza Italia, la notizia di oggi aggrava lo sconcerto, in quanto rappresenta l’avvenuto sequestro di sale VLT del circondario Genovese, motivato dalla presenza di totem al loro interno.

Proprio il luogo – continua la nota AS.TRO – in cui la licenza del Questore dovrebbe garantire il rispetto della legalità e la costante sorveglianza professionale dell’ambiente, si scopre “nudo” e incapace di respingere l’offerta illegale di gioco.

Tutto ciò è inaccettabile, e costituisce probabilmente il definitivo smascheramento della gravità dei problemi che affliggono gli attuali ambienti dedicati, necessitanti di una celere e sensibile rivisitazione qualitativa e quantitativa, ma soprattutto di “ruolo” all’interno della distribuzione del gioco su base terrestre.

AS.TRO non ha mai demonizzato le sale VLT, in quanto tali, e ha sempre cercato di sensibilizzare gli operatori (in primis i tanti iscritti che le sale VLT le allestiscono e le conducono), a prestare delle particolari attenzioni nell’ambito di tali location, normativamente disciplinate in modo superficiale, e quindi necessitanti di accortezze imprenditoriali ulteriori.

La Regione Emilia Romagna, unitamente a tante aziende AS.TRO dedite alla conduzione di sale VLT, sono da tempo impegnate in tale percorso, attraverso i corsi di formazione, nel cui ambito non viene sono insegnato come “tenere in ordine le carte”, ma soprattutto a comprendere l’importanza:

della “luce e della luminosità” nei locali,
della competenza dei preposti nel riconoscere l’illegalità,
della compliance tra forze dell’ordine e addetti di sala,
del rispetto e dell’assistenza verso l’utenza, laddove si intravvedano segnali di patologia.

Auspichiamo che tutte le Regioni italiane seguano l’esempio dell’Emilia Romagna, e che tutti gli imprenditori elevino i rispettivi standard sino a rendere tutte le sale dedicate degli ambienti caratterizzati dalla serietà che la licenza questorile presupporrebbe, ma sicuramente “auspicare” non basta.

Il livello che si è raggiunto merita un percorso di revisione normativo, serio e finalizzato a ri-scrivere le regole e i presupposti dell’ambiente “dedicato al solo gioco”.

In tali location, indipendentemente dai profili di “impatto territoriale”, che vanno trattati in un diverso contesto, lo Stato deve poter essere “sicuro” di autorizzare l’allestimento di ambienti “di esemplare” legalità, di conclamata professionalità, di perfetta competenza a gestire tutti profili connessi al gioco lecito.

Senza questa “garanzia preliminare”, non ha neppure senso parlare di “compatibilità socio-ambientale”, e non ha molta aspettativa di successo un confronto con gli Enti locali volto ad ottenere l’accettazione “di questi ambienti” nei loro territori.

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