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Sapar, conferito mandato per procedere con la querela dell’Assessore Beccalossi. Curcio: “Atto necessario a tutela di un settore continuamente ed ingiustamente discriminato”

In: Associazioni

13 giugno 2016 - 17:08


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(Jamma) – A seguito delle dichiarazioni rese dall’Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, in occasione del convegno della Confartigianato del 26 u.s. tenutosi a Bergamo, l’Associazione Nazionale Sapar rende noto che ha conferito mandato ai legali per procedere con la denuncia-querela nei confronti dell’assessore lombardo.

 

“Un atto dovuto e necessario – spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Sapar Raffaele Curcio – perché questo accanimento inspiegabile nei confronti di una sola categoria di imprenditori lede la dignità di tutti i lavoratori che ogni giorno compiono sacrifici in nome dell’onestà e della legalità”. L’Associazione Sapar aveva già provveduto ad inviare prontamente all’assessore Beccalossi e al governatore Maroni la lettera che segue, oltreché chiedere l’intervento tempestivo del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

“Gentile Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo, Viviana Beccalossi, le scriviamo a nome di tutti quegli imprenditori che lei qualifica come strozzini di Stato e che ogni giorni si alzano solamente per “attaccare una macchinetta”, come lei definisce il nostro lavoro, che evidentemente non conosce affatto essendo impegnata a difendere il suolo del territorio lombardo. Forse pensa di compiere il suo ruolo istituzionale lanciandosi in una battaglia che evidentemente non è sua, perché ignora totalmente l’oggetto della sua incomprensibile discriminazione, ma che continua a cavalcare visto che in questo momento la questione “azzardo” è per l’opinione pubblica il demonio da combattere, più della disoccupazione giovanile e delle pari opportunità. Sarebbe bello che lei impegnasse tanta energia in battaglie più utili per la popolazione lombarda ed italiana in generale, visto che decidere di utilizzare questo o quel gioco, e le ricordo che l’uomo è stato impegnato in attività ludiche fin dalla preistoria, è frutto del libero arbitrio di ogni essere umano, che sceglie di impiegare il proprio tempo libero in un’attività piuttosto che in un’altra. Non crediamo che lei batta ciglio se, giovani o meno, spendono ogni sera parecchi euro in alcolici o droghe, magari mettendo a rischio la propria vita sulla strada. Perché non fa sua anche questa battaglia? Non è una scelta etica anche questa?

 

E poi secondo lei, chi gestisce un esercizio con slot non si alza lo stesso per portare a casa il proprio giusto stipendio? Non compie i medesimi sacrifici di quei bar che non hanno installati apparecchi, ma che magari vendono a ciclo continuo Gratta&Vinci, Superenalotto, Lotto e scommesse? Quale lavoro merita più rispetto secondo lei? Ogni lavoro compiuto in maniera onesta, non dovrebbe godere del rispetto di tutta la comunità? Perché noi gestori di newslot siamo lavoratori alla stregua degli altri, non ci limitiamo ad “attaccare una semplice spina” in un bar; siamo imprenditori che in questi anni si sono professionalizzati, hanno investito e continuano ad investire, creando occupazione e assumendosi tutti i rischi quotidiani sul territorio, rendendo efficiente la rete di raccolta attraverso la distribuzione, installazione, sostituzione e manutenzione, supportando il punto vendita quotidianamente, tenendo alto il livello del gettito erariale. La libertà di scelta di ogni singolo individuo va al di la di ciò che la legge può impedire o limitare; se lei crede in un mondo utopistico nel quale le leggi dello Stato possano risolvere i problemi dell’umanità, le auguriamo di tornare al più presto alla realtà dei fatti: e oggi i fatti parlano di proibizionismo come viatico per l’illegalità, e Bolzano, la provincia con la normativa più stringente sui giochi, ne è la riprova. Come di certo lei saprà, dal 1 gennaio 2016 sono vietate tutte le sale slot con licenza provinciale; tuttavia nella città altoatesina il proibizionismo ha portato ad un aumento dei casi di GAP: secondo l’Assessorato della Provincia di Bolzano, se nel 2009 le persone in cura erano 166, nel 2014 sono salite a 333. Ed il dato è in continua crescita visto che le slot sono state sostituite dai Totem, apparecchi illegali e fuori controllo dello Stato. Ad ogni newslot eliminata corrisponderà l’installazione di un’apparecchio illegale. Non sarebbe più opportuno che lo Stato scegliesse in maniera etica il gioco legale piuttosto che consegnare tutta l’offerta in mano all’illegalità?
Vista la gravità delle sue dichiarazioni non possiamo più tacere, pertanto stiamo valutando con uno studio legale il modo più opportuno per agire nei suoi confronti”.

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