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Sanatorie e status dei CTD, Acogi: “La politica della contraddizione”

In: Associazioni, CED e CTD, Scommesse

7 marzo 2016 - 10:53


ACOGI

(Jamma) – “All’indomani di ben due sanatorie che attestano la consapevolezza da parte dello Stato dell’esistenza dei centri elaborazione dati quale categoria professionale implicitamente riconosciuta nonché la concreta volontà di superare le discriminazioni causate ai centri a mezzo di bandi lacunosi e lesivi di interessi legittimi, ci ritroviamo ancora una volta al cospetto di molteplici contraddizioni.

 

E’ fuorviante e non corrispondente al vero descrivere i ctd come “diversamente legali”. Questa definizione è stata usata dal Direttore degli Affari legali dei Monopoli ma anche da chi aderendo a tale surreale espressione non ha colto l’essenza di una realtà che, sebbene meriterebbe obbiettività, attrae ancora contraddittorietà e confusione a discapito di utenti e/o lettori. Tutto ciò è sconcertante. Non è ammissibile, allo stato attuale, operare ancora una distinzione tra centri con il logo ADM e quelli “a cui manca qualcosa” – la concessione o l’autorizzazione – motivo che, a parere dello Stato e di altri, dovrebbe giustificare l’addebito di irregolarità rivolto ai CTD privi del logo “statale”, nonostante la sanatoria abbia garantito alle casse statali ingenti entrate sia l’anno scorso, sia quest’anno.

 

E’ la nostra Italia delle figuracce perché parla e scrive senza riflettere e senza uno sguardo “storico” al settore delle scommesse! E’ ingiusto definire un’intera categoria come “diversamente legale”, esattamente come si vuole mettere un vestito “elegante e corretto” a chi il perbenismo comune definisce “diversamente abile” senza comprendere, e riflettere su quella situazione e sui motivi che l’hanno creata. Non è corretto parlare in questi termini di chi come me è stato costretto a difendersi, perseverando per un decennio nel tentativo di dimostrare la propria legittima condotta, e non lo è nei confronti dei cittadini giocatori che hanno diritto a chiarezza, coerenza politica e concretezza e non a stratificazioni informative, ossia di una comunicazione volutamente sommaria, per di più fuorviante perché contraddittoria e confusionaria”.

 

Acogi

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