Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Restrizioni sale slot a Napoli, associazioni del comitato “Mettiamoci in Gioco” al Tar Campania per opporsi ai gestori

In: Associazioni

7 marzo 2016 - 15:26


Campania_Regione

(Jamma) – Le associazioni che fanno parte del comitato “Mettiamoci in Gioco” – Federconsumatori Campania, Libera Napoli, La Casa Sulla Roccia, patrocinati dagli avvocati Claudia Piscione, Ileana Capurro e Osvaldo Ciriello, presiederanno l’udienza che si terrà domani, innanzi al TAR Campania Napoli, per opporsi alla richiesta, avanzata da alcuni gestori di sale da gioco, di sospendere l’efficacia del regolamento adottato del Comune di Napoli, che ha introdotto restrizioni all’attività delle sale giochi ”per porre freno al dilagante fenomeno della ludopatia, che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione, quali i minori, i malati, i tossicodipendenti. Secondo i dati raccolti dal MEF, la Regione Campania è infatti al secondo posto in Italia per il numero di giovani che soffrono di GAP (Gioco d’azzardo patologico)”.

 

In particolare, denuncia il comitato “Mettiamoci in gioco”: “il regolamento consente l’apertura delle sale da gioco solo in alcune fasce orarie (9/12 – 18/23) escludendovi l’orario pomeridiano, ”di affluenza maggiore dei minori per le strade anche a causa della frequentazione scolastica, e quello notturno, dove complice l’assenza della luce e il minor afflusso di gente per le strade, è più facile l’accesso alle sale da gioco da parte di chi soffre di GAP (Gioco d’azzardo patologico)”.

 

L’obiettivo è quello ”di proteggere le fasce più deboli, e per questo il Comitato “Mettiamoci in Gioco” è favorevole alle disposizioni del Comune in ordine alla distanza minima di 500 metri tra le sale da gioco e alcuni luoghi cosiddetti “sensibili” quali ospedali, chiese, scuole, dove è maggiormente concentrata la presenza di soggetti deboli. Se pensiamo che l’azzardo si pratica per concessione statale e che lo Stato da esso ricava risorse economiche inferiore ai costi sociali ricadenti sul Servizio Sanitario Nazionale, si ravvisa una contraddizione implicita al principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3 della nostra Costituzione”.

Commenta su Facebook


Cars2_old_120x600
Realizzazione sito
Avvertenze Balduzzi