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Palese (Agcai) a Stato-Regioni su videolottery: “Fermare ‘trappole sociali’, un patto contro l’azzardopatia”

In: Associazioni

2 agosto 2016 - 15:48


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(Jamma) – “A poche ore dalla Conferenza Stato-Regioni che si occuperà del riordino dei giochi, lanciamo la proposta di un patto al governo: sui giochi occorre scrivere insieme una riforma vera, che inverta la rotta e ponga al centro dell’attenzione il contrasto all’azzardopatia. Alcuni passi avanti sono stati fatti, ma diciamo no ai supercasinò nei pressi dei luoghi sensibili”.

E’ l’appello di Benedetto Palese, presidente dell’Agcai (Associazione Gestori e Costruttori di Apparecchi da Intrattenimento), lanciato oggi a Roma nel corso della tavola rotonda “Stop all’azzardo delle videolottery, analisi e proposte per un gioco d’intrattenimento anti-ludopatia”.

La posizione di Agcai è chiara: “L’esecutivo non si schieri dalla parte delle multinazionali dell’azzardo che gestiscono le sale dedicate in tutta Italia: noi non vogliamo essere complici di uno Stato-biscazziere. A marzo, con la nostra mobilitazione a Montecitorio, abbiamo già ottenuto importanti risultati. Il primo è quello di aver sventato il pericolo della prevista diffusione di 250.000 mini videolottery nei bar, ottenendo anche che dal primo gennaio 2017 le Awp dei bar, che accettano solo monete e con le quali si vincono al massimo 100 €, saranno sostituite con macchine da remoto con puntata dimezzata a 0,50 € e vincita massima 50 €”.

“Ora però – ha aggiunto Palese – siamo fortemente contrari alla previsione di videolottery nelle sale di tipo A, che da un lato dovrebbero sulla carta essere più controllate ma che dall’altro non dovranno rispettare alcun limite di distanza da scuole, chiese e ospedali. Queste sale conterrebbero le pericolose videolottery che accettano persino le banconote e che possono far registrare perdite giornaliere altissime, di svariate migliaia di euro”. Questi luoghi “diventerebbero dei super casinò dedicati all’azzardo, di fatto delle pericolose ‘trappole sociali’ che risulterebbero molto più attrattive in quanto potranno esibire insegne molto suadenti ed appariscenti. Siamo sicuri – ha detto il presidente di Agcai – che vedendo queste grandi insegne luminose, i giovani saranno indotti a collegarsi dal computer o dal proprio smartphone ai numerosi siti dove facilmente si gioca d’azzardo online”.

Agcai propone un criterio innovativo: “L’introduzione di limiti orari e distanze stringenti dai luoghi sensibili in funzione della perdita oraria conseguibile: più si può perdere, più gli apparecchi devono stare lontani”. “A voler essere ancora più rigorosi”, spiega ancora Palese, che sostiene la battaglia degli enti locali contro la ludopatia, “le sale tipo A dovrebbero contenere solo le future Awp da intrattenimento, così come previsto nella proposta fatta dal Governo alla Conferenza Stato-Regioni-Enti locali: da tempo chiediamo di ridurre la perdita oraria di tutti gli apparecchi in modo da intrattenere il giocatore senza fargli perdere in un’ora più di quanto non perderebbe giocando ad un normale flipper”. In tal modo le future Awp “svolgerebbero il ruolo loro richiesto dalla legge, ovvero una funzione di mero intrattenimento”.

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Molto dura la parlamentare Paola Binetti (Ap), da tempo impegnata sul tema del contrasto al gioco d’azzardo: “Il più distratto, il più indifferente, solo apparentemente, è il governo, che si ostina a non voler vedere quanto il gioco nuoccia gravemente alla salute, quanto sia contraddittorio proporre un gioco responsabile in un contesto culturale in cui si incentiva la dipendenza dalle droghe, a cominciare dalla cannabis. Ritengo vergognoso che la proposta di legge sulla ludopatia, di cui sono prima firmataria, approvata in Commissione il 26 giugno 2014, non sia ancora arrivata in Aula per la votazione. Eppure questo testo punta su due aspetti fondamentali per sconfiggere la ludopatia: l’aspetto formativo e di prevenzione, rivolto in particolare ai giovani, che mira a sostenere iniziative che possano tenere lontani i giovani dal gioco d’azzardo”.

In più, ha osservato, “la differenza tra i due tipi di apparecchiature, Vlt e slot da bar, ha una sua ragion d’essere perché è evidente che le slot da bar sono meno pericolose e rientrano in una fattispecie di gioco più sociale che d’azzardo. Bisogna tener conto di questa differenza che riguarda sia i limiti di spesa che i tempi del gioco. La realtà è che in questa battaglia contro la ludopatia non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo finale: la tutela della salute delle persone”.

Difende il settore e ne auspica una “razionalizzazione” il vicepresidente della Commissione Attivitá produttive della Camera Ignazio Abrignani (Ala), che ha ricordato come “questo comparto sia fatto di imprese, posti di lavoro e garantisca un forte introito per lo Stato. E’ un settore che non gode di grande reputazione, ma va ricordato che é autorizzato dallo Stato e sul quale occorre legiferare in maniera sana. A mio parere occorrerebbe intervenire sul rapporto tra concessionari e gestori, e dico no ad ulteriori tassazioni che non sarebbero sopportabili”.

Abrignani ha dunque auspicato che le associazioni di categoria si muovano affinché “si risollevi la reputazione di questo settore”.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Fabio Bui, vicepresidente della Provincia di Padova, Raffaele Curcio, presidente Sapar, Paolo dalla Pria, vicepresidente Sapar, Domenico Distante, vicepresidente vicario Sapar, Antonio Speziale, vicepresidente Associazione nazionale Azione Sociale, Fabrizio Volpi, delegato Agcai Romagna Giochi.

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