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Pucci (AS.TRO) : Opzione “zero slot”

In: Associazioni

14 settembre 2016 - 14:48


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(Jamma) – «Durante il convegno di ieri organizzato da Codere – scrive Massimiliano Pucci, presidente AS.TRO – ho ascoltato con interesse le riflessioni del sottosegretario al MEF sulle “evoluzioni tecnologiche” auspicate per le AWP, ovvero soluzioni in grado di prevenire l’insorgenza di criticità, che, peraltro, AS.TRO propone da 3 anni grazie al lavoro della propria sezione tecnica». «Migliorare il prodotto – prosegue Pucci – è da sempre un obiettivo di AS.TRO.
Ho ascoltato con interesse l’apertura con la quale il Presidente del Consiglio (durante la trasmissione Porta a Porta), ha descritto l’idea di “riqualificazione” che intenderebbe perseguire per la rete generalista. Un approccio “tecnico” volto a rimuovere le “slot” spianate sul muro del bar (ed intasanti tutto lo spazio del locale), sul quale è doveroso confrontarsi per restituire decoro e professionalità da un lato, rispetto per il territorio e la società dall’altro.
Il decreto attuativo della Legge delega fiscale andava in questa direzione e su questa direzione un confronto “tecnico” e approfondito era già stato avviato.
“Stonano”, in questi contesti quelle affermazioni che – incidentalmente – si ripropongono con frequenza alternata, volte ad auspicare/pianificare – per un futuro nemmeno troppo remoto- l’opzione “zero slot” all’interno della rete generalista.
Da Presidente di una associazione, che annovera i gestori di awp che sono anche titolari di numerose sale VLT, non ho difficoltà a “metabolizzare” anche queste dichiarazioni, ma i danni “pubblici” che una “siffatta deriva” comporterebbe mi impongono di mantenere l’approccio industriale della tutela complessiva del sistema.
Elenchiamoli:
1. Quindici milioni di utenti che giocano “saltuariamente” alle slot con vincita limitata all’interno di bar e tabaccherie, sarebbero “catapultati” in una sala “ad alto rischio di gioco eccessivo, un locale così “particolare” da aver già generato, per gli iscritti AS.TRO, l’esigenza aziendale di organizzare continui corsi di formazione per i loro preposti, affinché siano sempre attenti e consapevoli della “aggressività” dei prodotti di gioco distribuiti.
2. Una rete di Stato “censita e controllata” dall’A.D.M. composta da 80.000 punti vendita sarebbe “dismessa”, rimossa dall’alveo delle ispezioni “pianificate”, per ritornare ad uno stadio di “promiscuità con i 250.000 locali complessivi del Paese, e quindi “solo sporadicamente” controllabile.
3. Un processo di “emersione” del gioco “diffuso” che dal 2004 ad oggi ha sottratto all’illegalità 800.000 videopoker sarebbe “ripudiato”, ri-consegnando a realtà “non autorizzate” il medesimo mercato che sino al 2003 monopolizzavano.
4. Un circuito di imprese che sostengono 100 mila famiglie (con oneste buste paga) finirebbe per scegliere tra la cessazione dell’attività e l’affiancamento delle nuove “realtà” operanti nei pubblici esercizi.

Se così ingenti sono le ripercussioni, allora diventa prioritaria la “riemersione” di alcuni fondamentali principi enucleati nel disegno di legge Mirabelli.
In detto contesto si “riqualifica”, si “razionalizza”, si rimuove lo “scempio” delle 8 slot spianate sul muro (in piena vista), e si introducono i dispositivi per “accedere ai congegni” previo accertamento della maggiore età, in locali “decorosi” e “professionalizzati” dal titolo abilitativo unico.
AS.TRO, quindi, rinnova la sua disponibilità a confrontarsi e approfondire i “temi” del disegno di legge Mirabelli, sicuramente “incorporante” l’idea di riqualificazione che il Presidente del Consiglio ha esposto agli Italiani, e le progettualità “tecniche” auspicate dal MEF».

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