Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Gioco online: fuori dai distanziometri c’è un gioco lecito che cresce sempre più

In: Associazioni

27 luglio 2016 - 09:20


ASTRO logo_2013

(Jamma) – «La recente presentazione della ricerca condotta dall’Osservatorio sul gioco on line – scirve l’associazione AS.TRO – è passata “sotto silenzio” e con essa i numeri e i dati contenuti.
Il 20 aprile scorso, infatti, l’ordine del giorno “mentale” di tutto il comparto si focalizzava sulla Conferenza Stato Regioni e sull’ansia per la convocazione del tavolo di trattativa tra Stato ed Enti Locali».


«Mentre il “gioco su base terrestre” (quello da cui dipende il sostentamento di 200mila famiglie), – prosegue la nota di AS.TRO – ancora non sa quale futuro lo attenda, il “gioco on line” spicca il volo raggiungendo un +13% di incremento di fatturato, scoprendo “all’improvviso” che il mercato italiano (sino a tre anni fa il meno appetibile del mondo) è oggi quello più “ambito” di tutta Europa, non solo per la raggiunta completezza dell’offerta (tutti i giochi da casinò), ma anche per la “delicatezza” tributaria con cui il prelievo tributario viene concepito.
Se a ciò si aggiunge che il volume di affari raggiunto dai soli dispositivi “smartphone – tablet” si assesta al 20% del totale, è “di immediata comprensione” il fatto che “all’improvviso” l’atavico ritardo tecnologico dell’Italia si sia colmato, sostituendo il pc al più semplice “mobile”.

821 milioni di euro è la spesa al gioco on line totalizzata nel 2015, equivalente ad un “modello di giocatore” facilmente ricostruibile, anzi, letteralmente fotografabile come tutte le realtà che scorrono sulla rete lasciando tracce bio-metriche indelebili dei vari utenti.

La radiografia che viene rappresentata dei 730.000 giocatori censiti come “sempre attivi” è rassicurante, ma basta scorporare i dati per scoprirla drammatica.

I 2/3 di essi ( 486.666), rivela la ricerca, spende meno di 50 euro/mese; ognuno di loro è stato verificato come utente sicuramente maggiorenne e rispettoso delle policy di responsabilizzazione del gioco appositamente ideate per una proficua e istituzionale “compliance” tra operatore e utente, all’insegna della lotta alle truffe telematiche e del contrasto al gioco patologico.

Questa “base sociale di utenza responsabile”, tuttavia, spende – complessivamente – meno di 287 degli 821 milioni di euro che il gioco on line ha incassato nel 2015, al netto delle vincite.

534 milioni di euro sono quindi da “ripartire” tra meno di 243.400 utenti, per una spesa “media” annua di 2.200 euro circa (equivalenti, ad esempio, a otto volte la spesa “media” alle slot a moneta metallica).
Ma vi è di più: ciò implica anche la statistica ovvietà in virtù della quale esiste un “picco” di almeno il 10% del campione (24.000 persone) che spendono molto di più del dato “medio”.

In un Paese in cui,
nella sola Liguria, il 53% dei “Nuovi malati di G.A.P.” è stato associato esclusivamente al gioco on line,
la società italiana di Pediatria ha classificato il gioco d’azzardo on line tra le priorità di passatempo dei “tredicenni”, unitamente a social e giochi di ruolo,
ricerche imparziali (come quelle condotte da Nomisma e dal CNR) evidenziano una connessione stringente tra “strumento telematico usato per il gioco d’azzardo” e “appeal per i giovani”,
i malati di G.A.P. in cura presso i SERD e altre strutture private, sono circa 20 mila in totale,
l’unico dibattito che coinvolge il gioco verte solo sul “gioco terrestre” ,

ventiquattromila persone che spendono più di 20mila euro l’anno al gioco on line, unitamente ad altre migliaia (che a tale soglia si avvicinano molto), rischiano di “identificare” un futuro scenario del G.A.P. a cui nessuno sta pensando e a cui nessuno sta provvedendo.

Mentre il Paese si interroga se sia o meno opportuno togliere tutte o quasi tutte le slot a moneta metallica dai bar e dai tabacchi in quanto locali “non inibiti ai minori”, i giovani (e con essi i tredicenni con almeno un amico-parente maggiorenne) trovano nel gambling on line il naturale completamento di una loro realtà composta di “social” e “giochi di ruolo”, interamente vissuta con il solo utilizzo dello smartphone.

Mentre ci si interroga su quale cautela apporre ad un locale che potrebbe attirare, con una slot, un pensionato “debole” o un “indigente sensibile alla possibilità di vincere qualche moneta”, decine di migliaia di utenti dedicano al gioco on line giornate intere e almeno una mensilità e mezzo di stipendio.

Il fatto che il gioco on line “lecito”, in virtù della incontrollabilità della rete, possa raggiungere mediamente solo una parte dell’utenza interessata a detta tecnologia, aggrava solo la situazione e sicuramente non sovverte un pronostico che, a questo punto, diventa scontato:

se dopo anni di stagnazione il gioco on line lecito inizia a svilupparsi al ritmo di un + 13% annuo, proprio in corrispondenza dell’ampliarsi delle aree territoriali soggette a restrizioni, significa che “l’utente del gioco” (minorenne e maggiorenne) è già in grado di portarsi in tasca (h 24) ciò che leggi regionali e regolamenti comunali vorrebbero “distanziare”» .

Commenta su Facebook


Cars2_old_120x600
Realizzazione sito
Avvertenze Balduzzi