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Firenze. Pasquini (Sapar) al sindaco Nardella: “ Sì alla riduzione delle slot, ma l’ordinanza su orari non serve a nulla”

In: Associazioni

15 settembre 2016 - 11:12


pasquini

(Jamma) “Vorrei chiederle se veramente pensa di risolvere il problema della dipendenza da gioco limitando l’orario dei soli apparecchi con vincita limitata presenti nei bar e nelle tabaccherie” . Così Luca Pasquini, Presidente della delegazione Toscana SAPAR,  si rivolge al Sindaco di Firenze Dario Nardella riferendosi all’ordinanza che introduce limiti orari al funzionamento delle slot.
“L’offerta di gioco è così diffusa e variegata che l’unica conseguenza sarà quella di spostare i giocatori verso altri mercati,quali le sale dove la persona è sola contro la macchina,relegata in un ambiente isolato dove l’unica offerta fruibile è l’azzardo. Mi permetta di definire l’ordinanza una ipocrisia bella e buona” commenta Parquini.
“La tutela del cittadino dall’azzardo la si persegue limitando tutte le offerte di gioco dal gratta e vinci che costa fino a 20€ al 10 e lotto con le estrazioni ogni 5 minuti fino alle temibili VLT dove si introducono banconote fino a 500€ e si possono perdere 20€ nel giro di 7 secondi, mentre le AWP hanno una introduzione limitata a 2€ con costo partita fissato in 1€ frazionabile in sottomultipli di 10 centesimi e una vincita massima di 100€.
Limitare a 4 ore giornaliere la fruizione degli apparecchi spingerà i giocatori patologici ad impadronirsi della macchina per tutto il tempo ingigantendo oltre misura la loro dipendenza.
Per non parlare delle gravissime ricadute economiche sia sulle aziende di gestione, che vedono messi a repentaglio i propri investimenti , sia sui dipendenti delle stesse che vedono messo a rischio il proprio posto di lavoro.
Come Sapar abbiamo da sempre evidenziato la pericolosità della eccessiva offerta di giochi
e dell’elevato numero di AWP presenti sul territorio nazionale ma, come ben saprà, se siamo arrivati a tanto lo dobbiamo a scelte fatte da precedenti governi e non per volontà dei gestori
Col sottosegretario Baretta siamo sempre stati in sintonia sulla riduzione del parco AWP, retrocedendo sulle posizioni dettate dal contingentamento del 2007, ma tale riduzione
deve essere necessariamente accompagnata dalla riduzione anche degli altri giochi.
Da tempo come associazione, col patrocinio del ministero della Salute, stiamo proponendo anche corsi di formazione per gli esercenti allo scopo di far prevenzione.
Nelle varie ordinanze emanate sul territorio italiano non si è mai tenuto conto delle VLT
In Italia c’è ne sono 52mila, una enormità, negli Stati Uniti solo 20mila a fronte di una popolazione di 300 milioni di individui.
Le VLT raccolgono tanti soldi quanto le 400 mila AWP presenti.
Credo sinceramente che l’ordinanza da lei emanata non risolva assolutamente il problema, l’impressione che si riceve è quella di una presa di posizione demagogica .
Addirittura potrebbe avere effetti decisamente negativi, da una parte una forte riduzione del gettito erariale, dall’altra l’apertura del mercato a prodotti non autorizzati da AAMS e quindi illegali dove la tutela del giocatore è inesistente (Bolzano e Genova ne sono la dimostrazione).
In Lombardia la riduzione delle AWP e l’introduzione della limitazione degli orari di gioco ha avuto come effetto l’aumento dei giocatori compulsivi, a riprova che il provvedimento preso nell’unica direzione delle AWP è pressoché inutile.
Siamo rammaricati che la sua ordinanza si sia concretizzata senza il necessario confronto con le associazioni di categoria, come accade in tutti gli altri comparti economici e senza tener conto delle ricadute sulle aziende di gestione.
Mi permetta una ultima considerazione.
Ci sono aspetti come il cancro ai polmoni e la vendita di tabacchi o l’alcolismo e la vendita di alcolici che sono disciplinati dal solo divieto ai minori e una sanzione amministrativa e le cui ricadute in termini sociali ed economici sono devastanti.
Fino ad oggi nessun sindaco ha mai pensato di limitarne la vendita ad orari stabiliti per tutelare la salute dei cittadini,ma con le AWP lo si è fatto, discriminando così il prodotto ed i lavoratori del settore” conclude Pasquini auspicando un confronto sull’argomento.

 

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