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Curcio (Sapar): “A Baretta ribadisco che il gioco va ridotto nella totalità dell’offerta; togliere solo le AWP da bar e tabacchi non risolve il problema”

In: Associazioni

6 settembre 2016 - 14:07


curcio-at

(Jamma) Al premier Renzi voglio concedere ancora il beneficio del dubbio, rimandando qualsiasi considerazione sulle sue dichiarazioni riguardanti l’eliminazione delle slot da bar e tabacchi dopo aver letto il testo integrale dell’intervista, la cui uscita è prevista per il prossimo 9 settembre. A volte i giornalisti hanno la tendenza a decontestualizzare le affermazioni solo per creare inutili scoop, quindi preferisco tacere per il momento. Vorrei invece rispondere nuovamente all’Onorevole Baretta, il quale sembra non recepire totalmente le istanze presentate da tutte le associazioni di categoria, la Sapar in primis: continueremo a ripetere fino alla sfinimento che la panacea di tutti i mali non consiste nella totale dismissione delle AWP dai pubblici esercizi. Se il gioco deve essere ridotto perché dannoso per la salute pubblica, allora questo va fatto per tutta l’offerta, e non solo per una sola tipologia, quella delle AWP: è veramente arrivato il momento che il nostro Paese mostri la sua maturità, prendendo una decisione ragionata e non basata sul consenso popolare”.
Così Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, commentando le recenti dichiarazioni del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta, rilasciate al quotidiano Avvenire e al GR3.

“Ricordo inoltre che oltre il 60% del gettito derivante dal gioco, arriva proprio da bar, tabaccherie e locali pubblici e questo è un dato che non si può assolutamente tralasciare nel computo dell’economia di un Paese che stenta ancora a decollare – ha proseguito Curcio – . E allora piuttosto che vietare e proibire dobbiamo puntare sull’informazione, educazione e formazione degli operatori e degli esercenti, altrimenti torneremo indietro di un decennio con la rivincita del gioco illegale e soprattutto dobbiamo tener conto della minaccia invisibile e difficile da controllare, ovvero l’online, molto diffuso soprattutto tra i giovani”.

Sulla possibilità di relegare gli apparecchi nelle sole sale dedicate, il presidente Sapar ribadisce che “questo significherebbe legittimare l’oligopolio di pochi concessionari, creando veri e propri “ghetti” del gioco, dove i giocatori patologici saranno sempre più nascosti agli occhi dei più e sempre più isolati; inoltre si determinerà la scomparsa definitiva del gestore e di centinaia di migliaia di posti di lavoro. La Sapar si è detta sempre favorevole ad un contingentamento degli apparecchi ed una revisione e razionalizzazione del settore, purché avvenga con criteri chiari e soprattutto che non danneggi esclusivamente una sola parte della filiera, quella dei gestori e degli esercenti. Inoltre il sottosegretario dovrebbe fare particolare attenzione alla questione del gioco irregolare: infatti attraverso gli apparecchi da intrattenimento collegati e monitorati alla rete telematica, si è riusciti a controllare molti luoghi, ove fino al 2013 faceva la parte del leone il gioco irregolare. I risultati ottenuti sono stati enormi sia per quanto riguarda il gettito erariale ma anche e soprattutto per l’occupazione, senza dimenticare o sottovalutare il controllo dei minori e dei giocatori, cosa che con il ritorno certo del gioco irregolare, nei punti lasciati senza il controllo dello Stato, andrebbero persi, con la conseguente totale assenza di tutela per il giocatore”.

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