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AsTro: “Slot subordinate ad “ambiente” delimitato? Idea “tecnica” da approfondire”

In: Associazioni

7 settembre 2016 - 11:36


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(Jamma) – “Se si abbandonano gli slogan populistici e si entra in discussioni “tecniche”, allora c’è materia su cui aprire un confronto e pianificare una collaborazione istituzionale mirata ad attuare obiettivi comuni” scrive in una nota AsTro.

 

“La “diversità”, tra le “prime” dichiarazioni, sull’azzeramento della rete generalista, e i “successivi” approfondimenti, circa il percorso di razionalizzazione che il Presidente del Consiglio ha descritto in ordine alle AWP nella rete generalista, è obiettiva e sensibile, ma soprattutto apre la strada a un fisiologico lavoro di analisi-pianificazione-progettazione “normale” per tutti i comparti.

 

Indipendentemente dai sacrifici o dai costi che dovranno supportare un processo di razionalizzazione, sui quali è troppo presto avviare analisi, “il settore” si ritrova collocato in una posizione “di principio” che ad AS.TRO non dispiace affatto: un’offerta eccessiva e priva di reale e concreta “delimitazione”, in chiave di tutela di impatto per il Territorio, va razionalizzata, e se non si antepongono “alcuni” interessi industriali di segmento “a discapito” di altri, allora tutto il circuito può veramente uscirne “compatibile” con il benessere delle cittadinanze, e ancora “performante” per l’Erario.

 

Se si abbandona l’idea – prosegue Astro – che la tutela della marginalità di un prodotto debba essere ricavata dall’umiliazione industriale della filiera generalista delle AWP, allora diventa possibile lavorare per mettere in sicurezza il gioco pubblico, dove per “sicurezza” non si intende la salvaguardia di un certo livello di ricavi, ma la piena assimilazione delle realtà economiche dedite al gioco all’interno del tessuto “condiviso” del commercio dei vari territori.

 

Questa è la premessa per pianificare una vita futura del circuito gioco lecito, e sicuramente non basterà lavorare sul “fronte distributivo”, ma bisognerà concentrarsi anche su quello “qualitativo” dell’offerta di gioco, non essendo “verosimile” che esistano prodotti di gioco con vincita in denaro vendibili “senza cautele”” conclude AsTro.

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