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AsTro risponde a “Le Sentinelle” sui Totem nelle sale VLT: “La normativa è complessa ma non prevede sanzioni maggiori per le sale”

In: Associazioni

19 aprile 2016 - 17:19


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(Jamma) – Agli attivi amici dell’Associazione Le sentinelle, che molto frequentemente intervengono nel dibattito sul gioco lecito, AS.TRO si rivolge per “tranquillizzarli” circa l’imparzialità del sistema sanzionatorio e delle Forze preposte ad applicarlo: i totem non hanno una normativa diversa a secondo che siano installati nei bar o nelle sale VLT, e non esistono conseguenze che gli operanti possano inasprire ulteriormente verso gli ambienti dedicati, rispetto a quanto possa accadere ad un semplice bar.

 

Il caso di specie di cui si parla, infatti, ovvero il preoccupante e recentissimo fenomeno del distretto genovese (in cui un “gruppo di sale VLT” è stato individuato come luogo di occultamento per totem e pc dedicati alla illegittima connessione a casinò virtuali stranieri), giova ricordare come lo stesso rientri nell’ambito di una inchiesta penale per associazione a delinquere.

 

Le sale VLT coinvolte, pertanto, sono state poste sotto sequestro penale ai sensi della normativa anti-mafia in quanto strumento e profitto del reato e non solo in quanto “ospitanti dei totem”, fatto, che, di per sé, avrebbe generato le medesime conseguenze sanzionatorie di carattere pecuniario inflitte a tutti i pubblici esercizi sino ad oggi individuati a commettere la medesima infrazione.

 

Su un punto, tuttavia, giova rimarcare l’esattezza di quanto osservato dalla Sentinella, peraltro già evidenziato da AS.TRO, ovvero la “rilevanza” della licenza questorile ai fini dell’affidamento che tutta la collettività ripone circa l’aspettativa di legalità che detti ambienti dovrebbero garantire. Il gravissimo fatto accaduto nel genovese, infatti, non sarebbe mai stato scoperto se le sale VLT non fossero riconducibili a persone da tempo attenzionate dalla D.I.A. e dalla D.D.A e sicuramente occorre reagire a 360 gradi per restituire agli ambienti dedicati quella immagine di “luogo sicuro e legale” che oggi non viene percepita.

 

Ciò deriva, tanto dalle considerazioni espresse dalla Commissione Antimafia in merito al riciclaggio (e riassunte da recenti dichiarazioni dell’On. Rosy Bindi) , quanto dagli episodi di più spicciola quotidianità, come le “lenzuolate” di sanzioni irrogate alle sale (da Bologna a Padova, da Milano a Verona) per la violazione degli “orari” di accensione degli apparecchi, o i “servizi giornalistici” documentanti l’impossibilità di garantire il divieto di accesso ai minori.

 

Quanto alla “modificabilità” degli apparecchi rinvenibili nei bar, quelli leciti sono uguali tanto nelle sale VLT quanto nei bar, in quanto non è l’ambiente a fare la differenza ma le persone che li gestiscono; il dato preoccupante, semmai, è proprio l’insinuazione della criminalità verso attività che “dovrebbero” non essere appetibili per via dei controlli preventivi e postumi a cui “dovrebbero” essere sottoposti, degli elevati costi di gestione che li caratterizzano, e dei cospicui investimenti iniziali che necessitano.

 

Nessuna “misura diversa”, quindi, ma ovvia realizzazione delle previsioni già espresse dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, allorquando evidenziò che l’arretramento delle potenzialità di esercizio e insediamento del gioco legale costituisce un favore al gioco illegale, posizione “intellettuale” e “tecnica” che accomuna universalmente chiunque si approcci al dibattito sul gioco senza ideologie o esasperazioni moralistiche, e quindi anche AS.TRO e l’Associazione Le Sentinelle”.

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