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AS.TRO incontra i Territori: si riparte da Firenze Lunedì 12 settembre ore 15,30

In: Associazioni

6 settembre 2016 - 15:14


astro

(Jamma) – Le recenti dichiarazioni governative “anti-bar /tabacchi” non devono distogliere gli operatori dalla comprensione reale dei fenomeni che attualmente interessano il comparto gioco pubblico. Difendere “il giusto”- scrive l’associazione AS.TRO – è sempre la cosa migliore da fare e, a prescindere dalle chances di successo, sforzi e sacrifici devono sempre essere devoluti ad un obiettivo che risponda a logiche giuste, corrette, eque e tecnicamente fondate: il resto lascia il tempo che trova e anche se si afferma prima o poi paga dazio. L’idea che si vuole affermare all’interno della Conferenza Stato – Enti locali è che “sia meglio” giocare solo in ambienti dove la sfida di sorte è “forte” – “consistente” – “globale”, senza distrazione, “concentrata” esclusivamente sul binomio puntata – esito, dal momento in cui si entra al momento in cui si esce col portafoglio vuoto.
In particolare, poi, sarebbe “così meglio” da giustificare l’azzeramento della rete generalista delle AWP, dove è possibile giocare anche solo un euro mangiando il panino appena acquistato per la pausa pranzo, ad una slot legale e certificata il cui massimo miraggio di vincita è 100 euro. In “soldoni”, il problema non è più quello delle migliaia di persone che “si rovinano” al gioco, ma di quei 15 milioni di italiani che ancora non hanno messo piede nelle sale specializzate a offrire prodotti di gioco aggressivi, e che magari si ostinano a concepire il gioco solo come “divertente riciclaggio ” di un resto in moneta derivante dall’acquisto di un pacchetto di sigarette o di un caffè, comportante qualche minuto di svago collegato ad una modestissima aspettativa di vincita. Questi sono i “problematici”, che tengono in vita “spendendo circa un euro al giorno di media”, un circuito di 90.000 punti vendita gestito da realtà commerciali e imprenditoriali “senza santi in paradiso” in cui si ospitano AWP generanti un fatturato medio giornaliero di 18 euro, e un introito medio erariale di 34 euro al giorno.
Da queste premesse parte il progetto AS.TRO “un gioco buono anche per il territorio”, diretto e coordinato dal consigliere AS.TRO Lorenzo Verona.
L’iniziativa è incentrata sulla salvaguardia di un prodotto e di una location di gioco (generalista) che costituiscono (se migliorati) l’unico baluardo al gioco d’azzardo patologico, ma soprattutto l’unica forma di prevenzione verso la generalizzata “professionalizzazione” del cittadino a giocatore “forte”. Il progetto AS.TRO si oppone all’idea di trasformare milioni di persone in giocatori accaniti nella ricerca di grandi vincite, a cui poter dire, se perdono tutto “te la sei andata a cercare in sale dedicate e appositamente create per il “gioco aggressivo”.
Il progetto mira quindi a diffondere un’innovativa cultura d’impresa degli operatori in relazione al territorio che li ospita e una serie di accorgimenti attraverso i quali anche (e soprattutto) un bar o un tabacchi può diventare una location seria, capace di distribuire gioco senza generare criticità per l’utenza.
La location dell’incontro è stata individuata nell’Hotel First di Calenzano, nei pressi della corrispondente uscita autostradale, via Dino Ciolli n. 5

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