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VLT, ADM contesta ai concessionari l’erogazione di vincite inferiori rispetto quelle previste dalla legge

In: Apparecchi Intrattenimento, Videolottery

24 agosto 2016 - 17:17


tegola

(Jamma) – Una nuova ‘tegola’ rischia di arrivare sulle società concessionarie della rete degli apparecchi da intrattenimento. Questa volta a creare problemi però non sono le Newslot, bensì gli apparecchi del tipo VLT.
Le Videolottery, note come VLT (Video Lottery Terminal), sono apparecchi da intrattenimento simili alle Newslot dalle quali si differenziano per le modalità di gioco e per il sistema di connessione e gestione. Lanciate sul mercato grazie ad un Decreto Legge del 2009, le VLT distribuiscono vincite in base ad un payout calcolato sul ciclo (fino a 5.000.000 di partite) di gioco effettuato su tutto il circuito nazionale, quindi sul totale dei terminali connessi alla specifica piattaforma di gioco.
Si differenziano dalle Newslot in quanto accettano banconote, possono anche non erogare denaro in caso di vincita e stampare ticket che possono essere cambiati in denaro. La percentuale di pagamento a regime può variare ma non deve essere inferiore all’85% delle giocate dell’intero ciclo.
Disciplinata da un Decreto del 2011 l’installazione delle VLT è consentita solo nelle sale Bingo, nelle agenzie di scommesse, nelle gaming hall e in tutti gli esercizi con specifica licenza ex art 88 del TULPS. La concessione per la gestione dei terminali VLT viene rilasciata esclusivamente a 13 società già concessionarie della Rete di conduzione delle slot Comma 6A.
Nel maggio scorso, secondo quanto Jamma è in grado di riferire, la Direzione Centrale dell’ADM avrebbe rilevato su una determinata piattaforma di gioco una discordanza tra la percentuale di vincite erogata e quella predeterminata e verificata in sede di certificazione da parte di Sogei. La contestazione è stata formulata a diversi concessionari di rete che hanno adottato la specifica piattaforma ai quali l’Agenzia ha chiesto di riversare la somma che ADM ritiene non erogata sotto forma di vincita. Si parla di un importo di diversi milioni di euro che dovrebbe essere depositato come “cauzione” presso la Tesoreria dello Stato.
I concessionari interessati dalla contestazione, immediatamente dopo il ricevimento del provvedimento dell’ADM, hanno presentato una serie di osservazioni alla Agenzia ottenendo l’avvio di un procedimento di accertamento, anche di carattere tecnico, attraverso il quale intendono dimostrare la correttezza del loro operato. Da qui una serie di incontri e la costituzione di un tavolo di lavoro a cui partecipano i rappresentati delle concessionarie, tecnici e funzionari dell’ADM. Prima delle vacanze è stato anche deciso di sospendere il termine per la costituzione del deposito cauzionale richiesto dall’Agenzia attraverso la nota di contestazione.
I primi incontri, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero permesso fornire già diversi chiarimenti sul funzionamento e la contabilità dei sistemi di gioco, a dimostrazione dell’infondatezza dei rilievi mossi dall’Agenzia.

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