Cerca nel sito
Facebook Twitter App Android App iOS Contattaci RSS
 

Vlt e unicità del concessionario. Per il Tar la limitazione è legittima

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Videolottery

22 agosto 2012 - 14:59


sentenza_tar1

(Jamma) La Seconda Sezione del Tar Lazio ‘promuove’ la disposizione in base alla quale si vieta ad una sala giochi di avvalersi di due concessionari per la fornitura di una sistema Vlt. I giudici del tribunale amministrativo hanno rigettato il ricorso presentato da un concessionario di rete contro la circolare dell’Aams che chiarisce tale disposizione e quindi il provvedimento con il quale viene negata l’autorizzazione ad una sala Bingo ad avvalersi di un secondo concessionario. Secondo i giudici “appare evidente che la fonte primaria nazionale abbia voluto limitare, con esclusivo riferimento ai sistemi di gioco VLT e quindi senza coinvolgere i sistemi newslot, seguita inevitabilmente dalla fonte regolamentare costituita dal decreto direttoriale del 22 gennaio 2010 che, sotto tale esclusivo profilo, assume la natura di fonte regolamentare meramente riproduttiva e solo esplicativa del dettato legislativo , la platea dei concessionari che possono installare apparecchi per sistemi di gioco VTL nell’ambito della stessa sala, tanto da sottolineare come per ciascuna attività di installazione di apparecchi per sistemi di gioco VTL da parte di un concessionario, il gestore della sala dovrà chiedere ed ottenere apposita licenza ai sensi dell’art. 88 TULPS. Il che comporta ovviamente la conseguenza di limitare ad una sola licenza (sempre e solo con riferimento alla installazione di apparecchi con sistema di gioco VTL) il rapporto concessionario-gestore della sala ed a non ritenere possibile il rilascio di più licenze per la stessa sala, esito che si verificherebbe se ritenesse consentito instaurare rapporti multipli tra lo stesso gestore (della medesima sala) e diversi concessionari per l’installazione di apparecchi VTL”. Esaminando le particolari normative volte ad affermare l’univocità del rapporto tra concessionario e gestore della sala si immagina che “il legislatore, particolarmente preoccupato dal tipo di sistema di gioco realizzato attraverso le videolottery, in particolare anche per la presenza del jackpot (non presente per il sistema newslot) in questa nuova modalità di intrattenimento ludico, abbia preferito limitare ad una relazione ben definita fin dall’inizio e ricondotta ad un unico binomio concessionario-gestore di sala prescrizioni l’operazione di installazione degli apparecchi VLT, ciò anche al fine di (come chiarito specificamente nell’art. 3 nella circolare del 22 gennaio 2010) garantire un continuo monitoraggio dell’andamento del gioco attraverso gli apparecchi VLT installati nella sala per realizzare :

“b. la distribuzione ed il corretto funzionamento dei singoli giochi autorizzati;

c. la distribuzione in tempo reale delle combinazioni generate dal RNG attraverso il sistema di gestione dei giochi, escludendo la possibilità di memorizzarle prima del loro utilizzo;

  1. la memorizzazione e la tracciabilità in tempo reale dei dati di gioco unitamente all’adozione di soluzioni che facilitano l’accesso alle informazioni per l’esercizio dell’azione di vigilanza e di controllo”.

     

“Pur ad un occhio inesperto” si legge nella sentenza “ appare decisamente arduo realizzare correttamente tutte le suindicate operazioni qualora le relazioni intervenissero tra il gestore della sala e, contemporaneamente, apparecchi relativi a più concessionari, tenuto conto che gli apparecchi potrebbero (come avviene nella realtà) contenere giochi diversi e con diversa capacità di vittoria. La presenza di più relazioni con diversi concessionari si presterebbe quindi a facilitare condotte elusive e poste in essere in violazione delle specifiche e (correttamente) restrittive norme di settore (in quanto rivolte a tutelare interessi di rilievo nazionale e comunitario quale è quello di prevenire l’esercizio delle attività di gioco per fini criminali o fraudolenti e tener conto dell’impatto del settore sulle entrate dello Stato, senza che dette restrizioni appaiano esorbitare “quanto necessario al raggiungimento degli indicati scopi”)”.

 

Quanto ai principi comunitari di libera concorrenza non si ravvisa alcuna violazione. “Infatti, l’attività di raccolta di giochi, scommesse e concorsi pronostici, riservata ex lege allo Stato, in quanto integrante un servizio pubblico suscettibile di concessione a terzi, ben può, conseguentemente, conoscere limitazioni all’esercizio di impresa e di autorganizzazione imprenditoriale, nei ricordati limiti della ragionevolezza e proporzionalità e fermo restando il divieto di discriminazione, stante la preminenza degli interessi pubblici sottostanti” Per il Collegio “il livello di protezione apprestato dalle norme non risulta esorbitante o sproporzionato in relazione alla tutela di interessi sostanziali di carattere imperativo, tenuto conto che il particolare sistema di gioco VLT, per le caratteristiche tecniche che lo connotano, si presta a rischi di alterazione della corretta concorrenza nel settore quando il rapporto concessionario-gestore sfugga al controllo del concessionario.

La riduzione della platea dei soggetti che possono interloquire con il gestore della sala, riducendola ad un solo concessionario, creando un’unica rete dei flussi informativi e finanziari rivenienti dalla gestione del gioco su cui far circolare tutti i dati, corrisponde a una fondamentale esigenza di ordine pubblico volta a rendere possibile un rapido, agevole e trasparente controllo dell’Amministrazione sulla gestione del gioco, in vista dell’obiettivo di evitare ogni abuso o infiltrazione criminale nella gestione della raccolta del gioco stesso. Esigenza questa connessa alla stessa logica del regime concessorio e autorizzatorio cui il gioco e le scommesse sono assoggettate nell’ordinamento italiano, e che più volte è stata ritenuta dalla giurisprudenza, nazionale ed europea, idonea a giustificare limitazioni alle libertà comunitarie da parte degli Stati membri”.

Deve, pertanto, escludersi che le contestate norme si pongano in contrasto con i ricordati principi di diritto comunitario sanciti dal Trattato CE, ricadendo le concessioni di pubblici servizi di gioco e scommessa nel raggio d’applicazione del Trattato UE avuto riguardo alle disposizioni che vietano qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità, a quelle relative alla libera circolazione delle merci, alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi, declinate nei principi di non discriminazione, trasparenza, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità.

Sotto quest’ultimo profilo va segnalata la marcata distanza tra la disciplina inerente il sistema di gioco attraverso apparecchi newslot e quello relativo agli apparecchi VLT, tanto che il legislatore ha destinato a ciascuna delle due modalità ludiche due distinte e differenziate disposizioni, quali sono quelle recate dall’art. 110, comma 6, lett. a) TULPS per le newslot e quelle recate dall’art. 110, comma 6, lett. b) TULPS per le videolottery, segno di un diverso approccio di regolamentazione reso necessario dalle caratteristiche tecniche delle diverse apparecchiature e, soprattutto, dalle modalità e dai differenziati esiti delle due tipologie di gioco.

Si pensi, ad esempio, alla distribuzione del jackpot, previsto solo per i sistemi VLT, che impone una contabilizzazione riferibile alla singola sala: posto che la somma di ulteriore vincita è riferita all’intera sala, qualora in essa vi fossero installati apparecchi di più concessionari renderebbe impossibile tale contabilizzazione perché ciascun gruppo di apparecchi (relativi al medesimo concessionario) è tarato per consentire la vincita del jackpot. Di conseguenza se si ammettesse la compresenza di apparecchi riferibili a distinti concessionari nella medesima sala , in quest’ultima si potrebbero vincere più jackpot – evento non rinvenibile nella normativa che regola il settore – con evidente alterazione della concorrenza tra le diverse sale ospitanti apparecchi VLT.

Non a caso le riferite necessità restrittive non si rinvengono nel caso di apparecchi per sistemi di gioco newslot, che dunque possono coesistere nella medesima sala seppur riferibili a concessionari diversi, trattandosi di sistema distinto e non sovrapponibile a quello delle c.d. videolottery (e di ciò si è fatto carico di specificare anche il decreto direttoriale di AAMS 22 gennaio 2010 all’art. 7, comma 1)”.

 



Realizzazione sito
Video
IMG2
Avvertenze Balduzzi