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Genova. Dopo Pegli, altre sale giochi finiscono nel mirino del Comune

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Primopiano2, Videolottery

5 marzo 2013 - 09:23


genova

(Jamma) Dopo la sala giochi di Pegli, altri mini casinò finiscono nel mirino del Comune di Genova. La direzione commercio sta compiendo accertamenti su tre sale per verificare se rispettano i requisiti previsti dalla legge regionale, che impone la presenza di parcheggi pertinenziali, uno ogni venti metri quadrati di locale, e una distanza di 300 metri da luoghi sensibili come chiese, scuole, residenze protette, parchi pubblici, ospedali.

In totale, sono 63 le sale scommesse dislocate sul territorio finite nella lista di Tursi e per le quali sono partite le verifiche. Che il Comune intenda dare una decisa spinta per chiarire chi è irregolare, lo dimostra il fatto che da venerdì scorso, giorno in cui è stata bloccata l’inaugurazione con la madrina Nicole Minetti della più grande sala scommesse della città, è stato creato un tavolo interdisciplinare a cui siedono, oltre i tecnici comunali dell’urbanistica e del commercio, anche gli esperti dell’ufficio amministrativo della questura, la “Pass”, e tutti i nove distretti della polizia municipale.

“Si sta creando una rete che permetterà di avere un quadro ben definito dei singoli casi e scovare chi non ha i requisiti”, spiegano all’ufficio di gabinetto di via Diaz.

Tra le iniziative per combattere il gioco d’azzardo, e rendere più efficaci le armi che l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Oddone, ha definito spuntate, c’è la limitazione degli orari, il divieto di istallare macchinette nei bar e a chi ha concessioni per occupazioni di suolo pubblico come le edicole.

All’ufficio Commercio sono al vaglio altre strategie, anche se bisogna sottolineare che tutto il lavoro è ancora in uno stato embrionale. Solo da gennaio, Tursi, dopo il ricorso perso al Tar da una società contro il Comune di Recco che aveva vietato l’apertura di un locale vicino al cimitero, ha competenze per bloccare le Vlt, mentre prima la materia era gestita solo dallo Stato. Per questo l’amministrazione comunale sta lavorando sodo per effettuare questa ricognizione che porterà a individuare chi non ha i requisiti. Concludendo, nell’analisi dei luoghi tutelati, si sta pensando di estendere il divieto di aprire o comunque di installare slot machine in locali vicini alle spiagge. Parallelamente, la questura, che si occupa di verificare i requisiti dei soggetti che richiedono le licenze, sta conducendo controlli soprattutto nel Centro Storico, con il commissariato Centro, per verificare che nei locali non accedano minorenni.



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