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The donkey within the sounds di E. Bernardi

In: Apparecchi Intrattenimento

5 settembre 2016 - 12:25


confusione

(Jamma) – “Non pretendo di essere come il noto giornalista Ferrara quindi spero di non beccarmi alcuna querela” – scrive Eugenio Bernardi citando un articolo pubblicato nei giorni scorsi in merito alla situazione della neo Sindaca di Roma del M5stelle e di tutti i problemi connessi alla governabilità della capitale. Ferrara afferma “La facezia evoca la figura del mulo alla festa di paese con la banda che impazza. La traduzione – ad sensum – più fedele di questo detto ritengo sia ‘L’asino frastornato’. Il detto indica una persona che si trova in mezzo a un gran numero di fonti di informazioni (che nel detto sono rappresentate dai suoni). Pertanto l’impiego è indicato per chi si trova a dover giudicare o dover decidere, e le tante voci da ascoltare giocano il ruolo di elemento di disturbo più che di aiuto”. Niente di insultante, dunque: un giudizio proverbialmente tecnico.

“L’esempio di Ferrara – afferma Bernardi – fa venir in mente il settore del gioco, tutti i vari problemi connessi alla sua evoluzione o involuzione, il Sottosegretario Baretta che in questi anni ha avuto la delega ai giochi e le sue decisioni dove è parso spesso ondivago, immerso e sommerso da migliaia di suoni, frastornato quindi sul da farsi. Infatti siamo al 5 settembre 2016 e il settore è allo sbando più completo in attesa del decidere, del braccio di ferro fra Stato e Regioni ed enti locali.

Il settore è frastornato da quella marea di spinte demagogiche di troppi personaggi NO SLOT (e solo contro le macchinette dei bar a 1 euro) che hanno comunque il merito di aver portato a galla la problematica del gioco patologico. Il rumore impazza anche se non si dovrebbe parlare di ludopatia, termine astruso ad uso della politica, esagerando il buon uso di certi media e attuando la diffusione ad arte col cosi detto ‘panico sociale’ sfociato in progetti anche assurdi di ingegneria sociale, al limite degli stati teocratici (vedasi esternazioni della nota Consigliera regionale Lombarda Beccalossi che insieme al suo Presidente Maroni e all’altro assessore Garavaglia prima hanno ha votato tutte le leggi sui giochi e il Decreto Abruzzo che istituiva l’arrivo delle 57 mila VLT – forse si sarà radicalizzata dopo NO SLOT – così da istituire nel sito della Regione Lombardia tale termine).
Il tentativo di influenzare gli atteggiamenti e i comportamenti sociali su larga scala ha l’aspirazione di voler cambiare il comportamento, con divieti e littering di politiche volte a scoraggiare comportamenti secondo loro indesiderati, e influenzare ambienti politici (in alcune regioni ci sono riusciti), ora ci provano col governo.
Per cambiare certi comportamenti non bastano divieti, occorre educare. Proibire non risolve. Serve educare all’uso del libero arbitrio. Tutto qui. Così come serve prevenire e non demonizzare.
Educare al gioco, qualsiasi esso sia. La domanda di gioco è antica. Anche nel Vangelo mi pare ci sia traccia di azzardo, e proprio sul Golgota, i soldati romani si giocarono a dadi la veste di Cristo, non c’era bisogno né di AWP né di baristi. Si può scommettere su tutto, del resto.

Sul tema del gioco e del gioco patologico operatori sociali e studi sociologici non concordano su tutto, l’unica osservazione condivisa è che c’è troppa diffusione del gioco in Italia, ma di tutti i giochi?
A tal proposito, ritengo utile ricordare e riportare alcuni dati di una recente relazione del Ministero della Salute, nella quale vengono elencate le varie forme di gioco in base alla loro aggressività in riferimento al gioco d’azzardo:
1°Posto Gratta e Vinci/Lotto istantaneo
2°Posto Lotto/Superenalotto
3°Posto Scommesse sportive
4°Posto Poker Texano
5°Posto Altri giochi con le Carte
6°Posto Bingo/Tombola
7°Posto Totocalcio/Totogol
8°Posto NewSlot Machine/Vlt (n.b. vengono accomunate macchina da gioco profondamente diverse, anche se fisicamente simili, le NewSlot gestite dai gestori hanno un costo massimo di 1 euro, vincita massima di 100€ ed accettano solo monete; le Vlt gestite dai soli concessionari di rete hanno un costo partita fino a 10 euro, vincita 500.000€ ed accettano anche banconote da 500€).
9°Posto Altri giochi (es.roulette, dadi)
10°Posto Scommesse su altri eventi
Stessa cosa dice Year Book 2016 del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) ESPAD®Italia 2015:
Tipi di giochi, luoghi e quantità di denaro investito
Gli studenti che hanno giocato durante l’anno hanno preferito principalmente i Gratta e Vinci (69%), disponibili in un’ampia gamma di prezzi e di tipo di vincita, reperibili nei posti più comuni e frequentati anche dai ragazzi, come bar, autogrill, supermercati, ma anche venduti attraverso distributori automatici installati, ad esempio, presso i centri commerciali. Sono il 47% gli studenti di 15-19 anni che hanno puntato soldi sull’esito di eventi sportivi, il 38% ha giocato a Bingo/Tombola e il 29% a Totocalcio/Totogol. Il 28% degli studenti-giocatori ha scommesso giocando a carte, 1 ogni 5 ha giocato a Lotto/Superenalotto, il 18% a Poker Texano e il 14% alle New Slot/VLT. Tra le studentesse i giochi preferiti sono quelli non strategici, come Gratta e Vinci e Bingo/Tombola, mentre i ragazzi, oltre a quelli praticati dalle coetanee, hanno scommesso soldi su eventi sportivi e su altri eventi, hanno giocato a Totocalcio/Totogol e a Poker texano.
Stupisce in ogni modo, la demonizzazione a senso unico verso un solo tipo di gioco, quando vengono sempre più pubblicizzati certi altri giochi statali, vietare o ridurre le AWP, certo molto diffuse ma anche il gioco più economico, per favorire le multinazionali del gioco e le 4.900 Sale VLT, le amate Gaming Hall, oltre all’online, non mi pare operazione da esponente o esponenti ‘democratici’, se ancora si possano definire tali.
Siamo l’unico paese al mondo con così tanti (52 mila) terminali Videolottery, ovvero vere e proprie Slot Machine da Casinò in strada, niente a che vedere con i costi e i tempi di gioco delle AWP o slot dei bar.
Siamo l’unico paese al mondo con 65 mila punti vendita di lotterie istantanee, intoccabili e prive di qualsiasi autorizzazione del TULPS come per altri giochi.
Come è possibile misurare la pericolosità dei giochi in base alla distanza metrica da scuole e altri edifici o luoghi sensibili (a cosa poi, lo vorrei capire)? Per gli alcolici più pericolosi, nessuna azione del genere è stata intrapresa.
Non vedo un problema di gioco dei minori nei locali pubblici e nelle sale, anche perché ci sono leggi – peraltro giustamente severe – che vietano i giochi tutti ai minori di anni 18 (le AWP o New Slot erano vietate dalla nascita già nel 2004, solo successivamente il divieto è stato esteso a tutti i giochi).
Da tecnico, quale sono oltre che operatore da 34 anni nel mondo del gioco, ciò che stabilisce universalmente la separazione fra i giochi gaming e quelli gambling (ovvero fra i giochi da intrattenimento, anche con piccola vincita, e i giochi d’azzardo) è il Costo Orario Medio di Partecipazione al Gioco (COM), oppure definito spesa oraria, che si calcola valutando il Costo Partita, il Numero medio di partite all’ora, la percentuale di vincita dell’apparecchio e il costo della partita.
La spesa oraria nelle AWP è irrisoria se paragonata a quella necessaria per trascorrere un’ora giocando con un terminale VLT, con il Gratta e Vinci, il Win for Life e tutti gli altri giochi istantanei.
Dette ciò sappiamo che c’è un limite anche alle sciocchezze, malgrado questo limite continui quotidianamente ad essere spinto più in là. Con la demagogia che è stata fatta sui giochi è fatica per chiunque decidere nonostante la buona volontà.

 

 

In fondo questi ragionamenti nello stile ‘tutto e il suo contrario’ non stupiscono: purtroppo, il Legislatore, fin troppo incline a legiferare seguendo le pulsioni delle organizzazioni esterne, si è abituato a scrivere le proprie ‘riforme’ quasi sotto dettatura e per slogan, senza badare troppo alla coerenza. E non è, in effetti, raro vedere norme inconciliabili tra loro all’interno delle stesse leggi o tra leggi di materie diverse, però tra loro concorrenti nel disciplinare un certo particolare aspetto.
Pretendere tutto e il suo contrario, analizzare problemi senza verificarne i presupposti e proporre soluzioni dirigistiche senza costrutto è ormai la caratteristica dell’ordinamento. Non c’è, dunque, da stupirsi molto delle difficoltà di che sta incontrando il settore del gioco a piccola vincita, ma non solo.

 

 

Al settore dico: abbiamo perso completamente la capacità, non dico di combattere e di sovvertire, ma anche solo di influire sulla società che abbiamo intorno.

 

 

C’è chi ci ha provato alla fine degli anni novanta ai primi Duemila. Certo, ma, sono stati in pochi.
E soprattutto non sono stati capaci di costituire un fronte comune, né di coinvolgere tante imprese. Non abbastanza almeno. Ed è proprio così che si perdono le battaglie.

 

 

E i risultati? Be’, sono quelli che avete tutti davanti agli occhi: siamo un comparto disimpegnato, individualista, che sembra non essere capace di fare del male a una mosca, ma che pare bravissimo a fare male a se stesso.
Detto ciò e tornando ai vari rapporti via mail col noto Sottosegretario (che comunque ringrazio!), ho diligentemente e per l’ennesima volta espresso il mio pensiero tecnico da operatore, che non vuol essere la verità rivelata, ma viene dall’esperienza e dal confronto con molti colleghi ormai delusi e frastornati dalle decine di dichiarazioni politiche altalenanti, dalle incertezze di normative regionali (che dal Governo Monti e successivi mai impugnate sin dalla prima Legge Regionale Ligure e della Provincia di Bolzano) e comunali e da due Leggi di Stabilità violente. Non esiste un tale bailame normativo in altri paesi europei come Germania, Spagna, Olanda, Regno Unito, dove operano con apparecchi AWP simili ai nostri ma non hanno 52 mila VLT.
In questi paesi gli operatori sono compresi nel comparto industriale, pagano molte meno tasse, ma soprattutto le loro sono considerate imprese e aziende come tante altre, non hanno il sistema concessorio e quindi è garantita la libertà d’impresa tout court.
Penso comunque che queste considerazioni come altre in passato non verranno ascoltate e considerate, così come le proposte fatte dalla mia associazione (SAPAR), troppo forti gli interessi in campo, quelle che certi media definiscono ‘lobby del gioco’, certe sirene si fanno ben sentire e non penso di essere inserito in tale contesto difendendo le imprese di produzione e gestione come la mia che operano da 34 anni.
Ma non serve essere un esperto per capire, anche se molto a spanne, che qualcosa di molto rilevante è accaduto, negli ultimi anni, nel patto tra imprese del gioco e il governo. La sensazione che tra ‘grandi’ interessi (concessionari) e ‘piccoli’ interessi (gestori e produttori di AWP) i secondi siano passati in ‘secondissimo’ piano”.

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