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Si applica la direttiva servizi per gli Apparecchi senza vincita di denaro

In: Apparecchi Intrattenimento

21 giugno 2016 - 15:55


direttivaservizi

(Jamma) – Un operatore emiliano, difeso dall’avvocato Cino Benelli, ha impugnato ordinanza di ingiunzione emessa dall’AAMS per un apparecchio elettromeccanico considerato irregolare. A seguito di un controllo, effettuato nel dicembre 2006 presso un pubblico esercizio il personale della Direzione Regionale dell’AAMS – Sede di Bologna, con apposito verbale ha contestato al ricorrente la violazione delle prescrizioni indicate nei commi 6 e/o 7 dell’art. 110 del T.U.L.P.S. con riferimento ad uno specifico apparecchio”Flipper Bingo”.

Secondo l’AAMS il ricorrente avrebbe installato e consentito l’uso, presso il proprio pubblico esercizio di un “Flipper Bingo”, non rispondente alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate nei commi 6 e/o 7 dell’art. 110 del T.U.L.P.S. “in quanto privo dei prescritti titoli autorizzatori e presentava elementi di gioco in cui è, insita la scommessa, in quanto l’esito del gioco è assolutamente indipendente dal comportamento e dalle abilità del giocatore stesso”. Il Giudice di Pace del Tribunale di Bologna ha accolto il ricorso con la motivazione così riassunta:«Assorbente il motivo di ricorso secondo cui l’AAMS avrebbe agito in Violazione di legge e segnatamente dell’art. 2 Direttiva n. 123/2006/CE; art. 7 D. Lgs. n. 59 del 2010; artt. 86 e 110 Tulps; art. 194 r.d. n. 635 del 1940; art. 1 D. Lgs. n. 496 del 1948). Eccesso di potere per carenza assoluta dei presupposti.
L’art. 2, comma 2, lettera h) della C.d. Direttiva Servizi – la n. 123/2006/CE -, rubricato «Campo di applicazione», «la presente direttiva non si applica alle attività di azzardo che implicano una posta di valore pecuniario in giochi di fortuna, comprese le lotterie, i giochi d’azzardo nei casinò e le scommesse». Il D. Lgs. n. 59 del 2010, attuativo della citata direttiva, all’alt. 7, lettera d) indica tra i servizi esclusi all’applicazione del decreto, «il gioco d’azzardo e di fortuna comprese le lotterie, le scommesse e le attività delle case da gioco, nonché alle reti di acquisizione del gettito».
Il «Manuale per l’attuazione della direttiva servizi», predisposto dall’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, ha comunque chiarito che «l’esclusione di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera h), comprende i servizi che implicano una posta di valore pecuniario in giochi di fortuna i giochi di abilità, le macchine da gioco che non danno premi o che danno premi unicamente sotto forma di giocate gratis non rientrano invece nell’esclusione e sono pertanto comprese nel campo di applicazione della direttiva servizi».
L’AAMS non ha né provato e neppure asserito che il dispositivo della tipologia «Flipper bingo» distribuisca vincite in denaro ovvero implichi una posta di valore pecuniario. Se ne deve presumere, in assenza di prova contraria, il cui onere è a carico del soggetto sanzionatore, secondo il dettato dell’art.23, ultimo comma, L.689/’81, che la fattispecie non deve essere sanzionata.
Infatti l’apparecchio senza distribuzione di vincite in denaro può essere sottoposto alla disciplina di “liberalizzazione” predisposta dalla Direttiva Servizi ed è perciò sottratto al monopolio statale ed alla riserva allo Stato delle attività di gioco e scommessa di cui agli artt. l D. Lgs. n. 496 del 1948 e 43 Cost.
Quindi, fino a prova contraria, tale apparecchio poteva essere installato con una semplice comunicazione d’inizio attività indirizzata al comune.
Prive di pregio – infine – sono le difese dello AAMS, le quali (oltre ad essere scritte in caratteri microscopici) non contengono motivi risolutivi. Infatti il fatto che il Manuale non sia “né esaustivo né giuridicamente vincolante” non è di per sé un argomento. Infatti il ricorrente ha proposto una interpretazione che la stessa UE fornisce, mentre l’ AAMS non propone né una tesi giuridica alternativa, né la àncora ad un supporto normativo. Non spiega infatti perché la normativa comunitaria non si applica al caso dedotto.
Le citazioni, dell’ AAMS, di norme e giurisprudenza sono – peraltro tutte datate, cioè tutte anteriori al regime normativo attuale.
Quanto alla asserzione dell’ AAMS, secondo cui i soggetti che giocano “sono portati ad effettuare più partite, con conseguente esborso di denaro”, rivela un giudizio etico, irrilevante giuridicamente e comunque anomico rispetto all’indirizzo governativo :finalizzato più ad esigenze di cassa che alla tutela dei cittadini dal gioco d’azzardo. E comunque non scardina la verità processuale emersa e cioè che il gioco, per cui è causa, non consente e non promette vincite in denaro.
Va infine ribadito che l’ AAMS non ha provato che il gioco di cui è causa non abbia una preponderante componete di abilità».

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