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Facebook “ci presenta” i dipendenti delle aziende di gestione

In: Apparecchi Intrattenimento

21 luglio 2016 - 11:30


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(Jamma) – Alcuni soci hanno segnalato alla associazione AS.TRO che, nella giornata di ieri, le dichiarazioni del Senatore Mirabelli in ordine alla “sua difesa” della scelta Governativa di proporre l’abolizione delle slot bar e tabacchi alla Conferenza Stato – Regioni, sono stato oggetto di dibattito su Facebook.
Il Senatore, infatti, ha “postato” sul proprio profilo pubblico le dichiarazioni stesse, ciò provocando i “commenti” di vari utenti.
«Decine e decine di commenti (educati e precisi) – scrive AS.TRO – hanno esortato il Senatore a riflettere sulle sensibili contraddizioni che la proposta dell’Esecutivo contiene, soprattutto perché la stessa non si “limita” a ipotizzare l’abolizione delle slot dai bar e dai tabacchi per “ridurre l’offerta sic et simpliceter”, ma:
1. si prefigge di “sostituire” la rete generalista delle AWP con quella “professionalizzata e dedicata” dei prodotti “più aggressivi” che il portafoglio dei Monopoli annovera, appositamente “accresciuta” tramite i nuovi 15.000 punti del bando di gara;
2. rischia di introdurre la contraddizione secondo la quale per prevenire il gioco patologico si vieta la fruizione “facile” del prodotto “più light”, “agevolando e facilitando” l’accesso ai giochi “più aggressivi,
3. si rischia di “abbandonare” 80.000 pubblici esercizi alla mercé delle offerte non autorizzate di gioco, mettendo in pericolo non solo il “tessuto commerciale” del Paese, ma anche tutte e 120 mila famiglie che nel segmento AWP trovano occupazione.
La conoscenza del fenomeno che traspare dai commenti rivela la natura dei “commentatori”, che verosimilmente sono dipendenti di aziende di gestione, ai quali va tutta la nostra gratitudine, ma anche il nostro pubblico e formale plauso per l’atto di dignità e civiltà mostrato nel rivolgersi direttamente al Senatore Mirabelli, provocando quello che spesso la politica non riesce a realizzare, ovvero l’ascolto della “gente”.
Un ringraziamento va rivolto anche al Senatore Mirabelli, che non si è sottratto al confronto e ha apertamente preso atto di realtà “di dettaglio”, delle quali che forse non aveva assoluta padronanza, prime tra tutte:
la necessità di considerare “tutti” i prodotti di gioco come meritevoli di attenzione e quindi “riordino”, perché il malato di G.A.P. non coincide quasi mai con il malato da “AWP nel Bar”,
la necessità di considerare il problema del gioco per i minori alla luce delle evidenze scientifiche, che tutto dimostrano tranne l’incidenza epidemiologica delle “slottine a moneta” con vincita limitata tra minori e giovani in generale (attratti da scommesse, lotterie, on line)
la “eccessività” di certi montepremi, e di certe “capacità di rapido impoverimento” che caratterizzano molti dei prodotti fruibili nelle “sale”, e al di fuori del circuito degli apparecchi da gioco,
la “gravosità sociale” di un licenziamento di massa motivato per arginare il gioco “più light” di tutto il comparto.

Confidiamo sul fatto che la “voce” di cittadini possa aver indotto il Senatore a delle riflessioni ulteriori (magari instillando qualche dubbio sulla completezza dei suoi consolidati feed back).
Da oggi le aziende di gestione non sono più “sole”, ma affrontano il loro futuro accanto a decine di migliaia di lavoratori e alle rispettive preoccupazioni per il mantenimento di un impiego a cui si affidano da anni il sostentamento di altrettanti figli, di altrettante case, dalle rette dell’asilo al mutuo per l’abitazione, nel pieno rispetto di ogni legge e norma. Da oggi è giusto sostenere come sia un dovere dello Stato pensare a riforme il cui scotto non debba essere pagato principalmente da chi lavora onestamente».

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