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Cremona, la legge regionale impone le distanze ma solo per le nuove installazioni

In: Apparecchi Intrattenimento

5 maggio 2016 - 13:25


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(Jamma) – L’attività di distribuzione degli apparecchi sul territorio è diventata difficilissima, non solo per le norme regionali e comunali che si aggiungono alla già eccessiva legislazione a regolamentazione del settore, spesso sono le interpretazioni delle organizzazioni preposte al controllo a complicare ulteriormente le procedure della raccolta.
Ad esempio a Cremona, con il verbale redatto dal Comando Polizia Municipale, relativo a presunta violazione dell’art. 5 c/1 della L.R. 8/2013, veniva disposto il sequestro degli apparecchi. Nella motivazione veniva segnalato che l’esercizio aveva installato e manteneva in funzione due apparecchi di cui all’art. 110 c6 TULPS a far tempo dal 03/12/2014, «configuranti una nuova collocazione non ammessa atteso che dal 29/11/2014, data di entrata in vigore della deliberazione dì Giunta Regionale 24/01/2014 n. X/1274 con la quale veniva determinata la distanza dai luoghi sensibili, nel locale nessun apparecchio risultava collocato e che lo stesso è posto ad una distanza inferiore a 500 metri (cosi determinata dalla citata deliberazione) da “luoghi sensibili” presenti in zona, rappresentati dalla scuola media statale (omississ) (calcolata in mt. 322 secondo il percorso più breve e in mt. 288 in linea d’aria)» .
Il verbale prontamente contestato con apposita memoria ha portato al dissequestro delle apparecchiature in quanto «La contestazione – si legge nell’ ingiunzione – non è plausibile ed è legata al fatto che i 2 apparecchi ora presenti nell’esercizio e che non erano presenti alla data del 29/01/2014, sono stati sostituiti con altrettanti e questo porta erroneamente il sistema dei Monopoli di Stato (ora ADM) a considerare i 2 apparecchi in sostituzione come nuova installazione. La moratoria sulle nuove installazioni di apparecchi non intacca “l’esistente” e non vieta la sostituzione del congegno guasto o meritevole di cambio-titolo attualmente insediato, ivi compresa l’eventualità di “cambio” imposto da evoluzioni norma».
In questo caso il Comune di Cremona ha compensato l’errore della Polizia Municipale con una esemplare interpretazione del disposto normativo.

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