Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Corte Cassazione su slot irregolari: corretta la distinzione tra i giochi d’azzardo e quelli di abilità

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

13 giugno 2016 - 12:48


cassazione2

(Jamma) La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del titolare di una sala giochi in quanto “diretto a richiedere una rivalutazione delle emergenze probatorie in chiave alternativa a quella ricostruita dal giudice del merito e sulla base della quale ha correttamente inquadrato la fattispecie normativa”. Al proposito i giudici ricordano “che, anche dopo la novella dell’art. 606 lett, e) cod.proc.pen. ad opera della legge 46 del 2006, per il giudice della legittimità, è esclusa la possibilità di effettuare un’indagine sul discorso giustificativo della decisione, finalizzata a sovrapporre la propria valutazione a quella già effettuata dai giudici di merito, dovendo il giudice della legittimità limitarsi a verificare l’adeguatezza delle considerazioni di cui il giudice di merito si è avvalso per giustificare il suo convincimento.

Nel caso in esame, il Giudice del merito ha congruamente motivato l’affermazione della responsabilità del ricorrente che, nel locale di sua proprietà sito in Palermo , aveva gestito una sala da giuoco abusiva, mediante installazione di 3 apparecchi elettronici videopoker ed un apparecchio del tipo slot machine, tutti funzionanti e predisposti per incamerare le puntate in denaro, senza limite, e le cui vincite erano caratterizzate dall’aleatorietà e non collegate all’abilità del giocatore e di valore superiore ad un euro, dunque apparecchi di genere vietato ex art. 110 TULPS.

La motivazione è adeguata priva di illogicità e corretta sul piano del diritto avendo il Giudice fatto corretta applicazione dei principi che regolano la materia secondo cui la previsione di cui all’art. 110 del R.D. 18 giugno 1931 n. 733, come da ultimo sostituito dall’art. 37 della legge 23 dicembre 2000 n. 388, differentemente che in precedenza, fonda la distinzione tra i giochi d’azzardo e quelli di abilità non più soltanto sugli elementi dell’aleatorietà della vincita e dell’abilità del giocatore, ma altresì sul valore del costo della partita, atteso che vengono considerati per il gioco d’azzardo gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici che consentono vincite consistenti nella ripetizione di una partita il cui costo superi il valore, in moneta metallica, corrispondente ad un euro (Sez. 3, n. 40988 del 24/10/2002, Bosch, Rv. 222872; Sez. 3, n. 35080 del 35080 del 23/09/2002, Lodo, Rv. 222634). Ne consegue la manifesta infondatezza del motivo di ricorso nel contesto del quale priva di rilievo è la dedotta situazione di difficoltà economica”.

 

 

Commenta su Facebook


Cars2_old_120x600
Realizzazione sito
Avvertenze Balduzzi