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Cassazione. Slot machine irregolari, quando la violazione va sanzionata solo in via amministrativa

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

29 agosto 2016 - 14:44


cassazione

(Jamma) La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due esercenti condannati per il reato di gioco d’azzardo avendo, all’interno del loro locale, istallato cinque apparecchi da gioco irregolari. I due esercenti sono ricorsi in cassazione per la violazione ex art. 606, lett. b) c.p.p. per erronea applicazione dell’art. 718 c.p., atteso che gli apparecchi elettronici da intrattenimento (slot-machine) e il congegno cambiamonete rinvenuti dovevano essere configurati come violazione ex art. 110, comma 6 TULPS, sanzionata solo in via amministrativa, trattandosi di disciplina speciale rispetto all’art. 718 c.p, dedicata a giochi mediante apparecchiature elettroniche e con puntate modeste.

Per i giudici della Cassazione “è stato precisato che i requisiti dell’alea e del fine di lucro di cui all’art. 718 c.p., risultano elementi strutturali dell’apparecchio elettronico, che ha insita la scommessa; mentre la violazione amministrativa di cui all’art. 110, commi sesto lett. a) e nono lett. d), R.D. 18 giugno 1931, n. 773 attiene solo ai congegni o apparecchiature elettroniche, prive di attestato di conformità dei Monopoli di Stato, che siano state messe in esercizio avendo “caricati” programmi che consentono di esercitare giochi consentiti, ossia leciti e assimilabili a quelli di intrattenimento, in quanto presentano elementi di abilità, ossia prevedano puntate di modesta entità economica, come stabilito dalla disposizione TULPS richiamata (un euro), e quindi diano la possibilità di scegliere la propria strategia tra le opzioni proposte dal gioco (in tal senso Sez. 3, n. 6183/15 del 4/11/2014, Puglisi, Rv. 263995).”

 

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