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Cassazione. L’amministratore ‘inconsapevole’ di una società di gestione che non versa il PREU non è colpevole

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

25 marzo 2016 - 14:34


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(Jamma) In materia di reati fallimentari e specificamente di bancarotta fraudolenta vale il principio che l’amministratore in carica risponde penalmente dei reati commessi dall’amministratore di fatto, non già esclusivamente in virtù della posizione formale rivestita all’interno della società, ma in ragione della sua condotta omissiva dal punto di vista oggettivo per non avere impedito l’evento che aveva l’obbligo giuridico di impedire, e, dal punto di vista soggettivo, se sia raggiunta la prova che egli aveva la generica consapevolezza delle condotte illecite. E’ quanto ha stabilito la VI Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando l’assoluzione della titolare di una impresa di gestione di apparecchi da intrattenimento dal reato di peculato e appropriazione indebita.

In quanto amministratrice di una azienda di gestione incaricata della riscossione del PREU e del canone di concessione AAMS per conto in una concessionaria del gioco telematico, è stata imputata per il mancato riversamento di quanto riscosso. Il Tribunale di Lucca l’aveva assolta ritenendo esclusa la responsabilità dell’imputata per essere la stessa una mera amministratrice formale. La Cassazione ha ribadito che “è la consapevolezza che diventa dolo del fatto e che è necessario provare per affermare la responsabilità dell’amministratore di diritto che sia meramente formale (cosiddetto ‘prestanome’) e non anche di fatto”.

“Tale consapevolezza non necessariamente deve investire i singoli episodi nei quali l’azione dell’amministratore di fatto si è estrinsecata, ma non può desumersi semplicemente dall’avere accettato la carica di amministratore: affinché dalla mera consapevolezza che dalla propria condotta omissiva possono scaturire gli eventi tipici del reato (dolo generico) o l’accettazione del rischio che questi si verifichino (dolo eventuale) derivi la responsabilità occorre provare che il ruolo di amministratore è stato accettato esclusivamente allo scopo di fare da prestanome”.

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