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Apparecchi da intrattenimento, AsTro: “Continuiamo a lavorare, possiamo essere artefici attivi dei prossimi sviluppi”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

23 giugno 2016 - 10:18


ASTRO logo_2013

(Jamma) – “All’uscita della legge n. 208/2015 la prima impressione suscitata è stata “è finita, tutto è già scritto”. Blocco dei NOE, AWP da remoto al primo gennaio 2017, “raddoppio” del circuito dedicato (10.000 negozi e 5.000 corner), riduzione del parco macchine del 30% almeno, istituzione della conferenza stato-Regioni per la risoluzione dei problemi “distributivi” del gioco (da tutti interpretato come il “nuovo gioco” oggetto del nuovo bando di gara)” scrive in una nota AsTro.
“Ad oggi l’AWP da Remoto è allo stadio della verifica del modello compatibile con normativa e la infrastruttura nazionale delle comunicazioni, con momentanea “affermazione” di un paio di principi che tornano comodo alla “continuità di ruoli industriali della filiera”, quali il mantenimento del Nulla Osta (e non diritto concessorio) e la conferma dei parametri di gioco delle AWP (moneta, costo partita, pay out, ciclo chiuso).

 

L’accordo Stato – Regioni “ispirato” alla logica della tutela del solo circuito dedicato non è stato perfezionato, in quanto è emerso chiaramente come la sola contrazione-estinzione della rete generalista non sia risolutiva dei problemi generali attribuiti al gioco lecito, rischiando altresì di provocare più criticità di quelle che vorrebbe risolvere. Tramite AS.TRO, alcune Amministrazioni locali stanno iniziando a “testare” il modello proposto dall’Associazione per la trasformazione del gioco “da piaga a fenomeno rispettoso dei Territori”.

 

Il “costo” dell’attuale situazione di incertezza è stato ed è tutt’ora elevatissimo (si pensi al cambio delle apparecchiature con ingessamento delle posizioni di mercato, unite alle nuove e vecchie restrizioni orarie); nulla al cospetto del prezzo che si sarebbe pagato se la tempistica “anti-gestore” avesse trovato conferma, in quanto ciò avrebbe decretato la trasformazione delle imprese di gestione in “servitori sottocosto”. A cosa si deve quello che “alcuni” chiamano “ritardo” ma che in AS.TRO si definisce “tempo conquistato” dal confronto dal lavoro associativo ? Si deve ad una attività di interlocuzione e di confronto che è riuscita a dimostrare: la necessità di mantenere entrambi i circuiti di distribuzione di gioco (generalista e dedicato); la necessità di non penalizzare l’impresa che crea indotto e occupazione; la possibilità concreta di creare un modello di gioco “buono anche per il territorio” che non passi dalla politica “centrale” , ma dall’impegno comune di imprese e Amministrazioni Locali, alle quali si vuole offrire la chance di salvare le attività commerciali che – tramite le awp lecite – supportano il reddito contratto dalla crisi.

 

Mentre molti “tramano”, AS.TRO forma – solo in Emilia Romagna – più di 600 addetti, impiantando un “seme” che, in alcuni consessi territoriali, inizia ad essere compreso come interessante alternativa alla demagogia dei distanziometri. Merito di tutto ciò è dei “gestori e dei produttori AS.TRO” ai quali si rivolge, in queste sintetiche note, la gratitudine per l’ostinata e perdurante fiducia verso un futuro fondato su basi diverse dalle attuali, basi solide come solo il lavoro e la dedizione alla causa possono costruire. L’effetto “sorpresa” derivante dalla compattezza del gruppo AS.TRO ha sicuramente esercitato un ruolo positivo, ma è la conferma di questa caratteristica di unione e convinzione che sta facendo crescere la possibilità di essere artefici attivi (e non solo passivi destinatari) dei prossimi sviluppi”.

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